Un forte terremoto di intensità pari a 7,2 gradi della scala Richter ha scosso il Giappone nord-orientale provocando 9 morti, 12 dispersi e più di 200 feriti: si è verificato alle 8:43 (ora locale) del 14 giugno ed è stato seguito da scosse di assestamento di minore intensità, causando frane, smottamenti, l’apertura di ampie fessure nelle strade e la rottura di ponti.
Circa 290 persone, tra cui turisti, sono rimasti bloccati, mentre un black out della corrente elettrica ha interessato 30.000 abitazioni; il terremoto ha raggiunto il 6° grado superiore della scala sismologica giapponese nella cittadina di Kurihara (prefettura di Miyagi) e nella città di Oshu (prefettura di Iwate).
L’epicentro della scossa è stato localizzato ad 8 km sotto il livello del mare nella prefettura di Iwate ma non sono stati lanciati allarmi tsunami, e la scossa è stata avvertita anche a Tokyo, che dista 400 km dalla prefettura; insieme a centinaia di agenti di polizia, vigili del fuoco, le Forze Terrestri di Auto-difesa e la Guardia Costiera, il Ministero della Difesa ha inviato sul posto una dozzina di elicotteri e di aerei da perlustrazione per verificare i danni causati dal terremoto: il governo giapponese ha costituito un’unità di crisi nell’ufficio del Primo Ministro ed ha inviato nelle zone colpite dal terremoto una squadra guidata da Izumi Shinya, presidente della Commissione Governativa per la Sicurezza Nazionale.
Stando alla Tohoku Electric Power Co. e alla Tokyo Electric Power Co. le centrali nucleari di Miyagi e della prefettura di Fukushima hanno continuato a funzionare regolarmente; la ricerca di sopravvissuti ed il recupero dei corpi sono ostacolati dalle numerose e forti scosse di assestamento con continuano a colpire la regione: anche l’accesso alle zone colpite dal terremoto costituisce un problema perchè molte strade sono interrotte, un ponte è crollato e c’è pericolo di ulteriori frane.
La devastazione causata dal terremoto ha interessato poche aree particolarmente sensibili e la maggior parte della città non ha praticamente subito danni sebbene gli abitanti siano ancora terrorizzati per le scosse di assestamento; le squadre di soccorso devono spesso fare ricorso a vanghe e secchi mentre a fatica si fanno strada tra la melma, mentre sulle loro teste gli elicotteri sorvegliano l’azione di recupero ed i soldati con l’aiuto di scavatrici meccaniche cercano di liberare le strade dal fango, dalle rocce e dagli alberi.
Le autorità hanno confermato la morte di tre delle sette persone rimaste intrappolate dal crollo del centro termale Komanoyu, investito da una frana e poi crollato: il centro si trova in una fitta foresta appena fuori la cittadina di Kurihara e, nei dintorni, un centinaio di persone sono rimaste isolate.
Nella stessa città un autobus è stato travolto da una frana: circa 20 passeggeri sono rimasti intrappolati dentro e 7 bambini di un asilo nido sono rimasti feriti; 23 passeggeri di un altro autobus diretto all’aeroporto di Sendai sono rimasti feriti nel deragliamento del mezzo nei pressi della città di Natori (prefettura di Miyagi).
La East Japan Railway Co. ha sospeso il servizio ferroviario compreso quello dei treni ad alta velocità sulle linee Akita, Tohoku e Yamagata; sospesa anche la metropolitana nella città di Sendai ed energia ed acqua in circa 29.000 abitazioni.
9 aeroporti, tra cui quelli di Aomori, Misawa, Hanamaki, Fukushima e Sendai, sono stati chiusi per ispezioni, ma sono stati riaperti alle 9:45 (ora locale); l’elettricità, l’acqua e il trasporto ferroviario sono stati ripristinati in quasi tutta la regione.
Fonte: News dal Giappone

Spesso e volentieri leggiamo queste notizie quasi sovrapensiero, tanto siamo abituati e bombardati dai media. Vi assicuro che non e’ un bello spettacolo quando ti ci trovi in mezzo, allora e solo allora capisci la gravita’ delle cose e gli dai il giusto peso. Io sono stato fortunato nelle mie “poche” esperienze in Giappone non sono andato mai oltre le classiche scosse telluriche… ma dio come si balla… Rispetto assoluto per le vittime…