Santuario di Itsukushima

Il Santuario di Itsukushima (厳島 神社 Itsukushima Jinja) è un santuario shintō situato sull’isola di Miyajima, nella città di Hatsukaichi (prefettura di Hiroshima) in Giappone.
E’ uno dei santuari di maggior attrazione turistica per la sua architettura rialzata che si affaccia sull’acqua, tanto da sembrare galleggiare quando la marea è alta; anche il portale sacro (torii 鳥居) è eretto completamente in mezzo all’acqua, a segnalare l’entrata nell’area considerata sacra ai pellegrini provenienti dal mare.
Anche se l’edificio che vediamo oggi risale al 1168 circa, la tradizione vuole che il santuario sia stato eretto nel 593 su richiesta delle tre divinità ospitate e venerate presso il santuario, la principale delle quali è Ichi Kishima Hime no Mikoto (一杵島姫の命 ), protettrice dei marinai; ma vi si aggiunse anche il culto di Benten, divinità buddhista presto identificatasi anche con lo shintō quando le due religiorni si fusero nel sincretismo honji suijaku.
Lo stesso vale per l’architettura, che assimilò dal buddhismo il colore arancione delle sue colonne e delle travi del corridoio, che circondano tutto l’edificio a ferro di cavallo, nonchè la pagoda a cinque piani, solitamente simbolo dei templi buddhisti, anch’essa di colore arancione ed eretta nel 1407 un pò più in alto rispetto all’edificio centrale, sul pendio della montagna; il torii nell’acqua, oggi simbolo suggestivo del santuario, era a suo tempo l’entrata per i pellegrini che arrivavano dal mare, cui era vietato calpestare il terreno sacro dell’isola.Il santuario fu sostenuto e arricchito di tesori importanti dalla famiglia Taira da quando il capo Kiyomori fu assegnato a quella provincia: fu lui a erigere il primo torii sull’acqua, in dimensioni anche maggiori dell’attuale; il torii odierno è alto sedici metri ed è costruito in selezionatissimo legno di canfora, fatto venire appositamente da Miyazaki, nel Kyushu.
Lo stile è quello denominato “a quattro pilastri” (yotsu-ashi), che consente maggiore stabilità alla struttura: con l’alta marea il portale sembra galleggiare mentre con la bassa marea può essere raggiunto a piedi dall’isola; è usanza comune per i visitatori inserire monete nelle crepe dei pilastri del torii esprimendo un desiderio; altra abitudine degli abitanti del luogo è riunirsi alla bassa marea per raccogliere i crostacei attaccati alla base del torii stesso, che di notte è illuminato.
Nel 1164 Taira no Kiyomori donò al santuario la più raffinata serie del Sutra del Loto, nota come Heike nōkyō (平家農協), composta di 33 rotoli riccamente dipinti e illustranti racconti buddhisti: alcuni frontespizi e parti del testo sono decorati con lamine d’oro e d’argento ed esternamente i rotoli presentano pomoli con intarsi in metallo, cristallo o una lavorazione al traforo in oro o argento; fu sempre Kiyomori, nel 1169, a intraprendere l’espansione del santuario, andato in seguito distrutto a causa di incendi ma ricostruito fedelmente per ben due volte, nel 1241 e nel 1571.
Il 5 settembre 2004, il complesso religioso fu seriamente danneggiato da un tifone: i tetti e i camminamenti furono parzialmente distrutti e per questo rimase chiuso per lavori di ricostruzione; oggi è riaperto al pubblico, anche se i delicati lavori di restauro sono tuttora in corso.
Il Santuario di Itsukushima ha un valore sacrale di estrema importanza in Giappone: mantenere la purezza del santuario è così importante che, dal 1878, non sono permesse nascite o morti tra le mura del complesso, e da quell’anno persino le sepolture sull’isola sono vietate.
Il torii del santuario è una delle maggiori attrattive turistiche del Giappone e l’immagine del portale di fronte al Monte Misen dell’isola è classificata tra le Tre Viste del Giappone (insieme alla lingua di sabbia di Amanohashidate e alla baia di Matsushima).
Il sito è inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO ed è stato eletto Tesoro Nazionale del Giappone.

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