Intervista: Giada, blogger a Londra

Sono capitata sul blog di Giada, meglio nota come Sir Koala Londinese, per caso, grazie a un retweet di non ricordo chi! (se non sapete cosa sia un retweet leggete qui)

Sono rimasta molto colpita sia dal suo blog sia dalla sua tenacia e dal suo lavoro per aiutare chi voglia seguire le sue orme a Londra, quindi ho pensato bene di intervistarla.

·Ciao Giada! Raccontaci di te.
Sono Giada, una blogger romana, dal 2010 in trasferta a Londra.
Tra pezzi di pane tirati a scoiattoli e piccioni, racconto la mia visione “animale” di Londra e dell’Inghilterra sul mio blog.
Ho sempre avuto il pallino fisso di comunicare, di raccontare e intrattenere, forse è per questo che mi sono imbarcata in studi sulla comunicazione e grafica pubblicitaria, esplorando il colorato e caotico mondo dell’advertising.

Pensavo di fare il grafico pubblicitario e invece dopo tante porte in faccia ho fatto le valige e mi sono data al vagabondaggio alla ricerca di un posticino mio, per ora è in UK ma i miei radar continuano a sondare varie ipotesi e campi.

Ho imparato ad alleggerire sia le valige che l’anima, a far entrare tutto in poco spazio e lasciare lungo la strada tante cose che prima vedevo come essenziali ed impossibili da mollare.
Ora mi diletto a dare tanti consigli, dritte e informazioni a chi vuole mollare tutto, e venire a fare il Londoner in questa grande metropoli che non si ferma mai!
Forse è questo che mi piace di questa città, il fatto che sia in continuo movimento, in continua evoluzione e viaggiando da sola mi ha messo una grande per forza e soprattutto nella condizione di dovermi sciogliere e di aprirmi al mondo: qui non hai “amici cuscinetto”, lungo il cammino incontri tanta gente, le amicizie vanno e vengono ma ognuno ti racconta la propria storia e di questo ne sono davvero grata.
Provateci, surfate le vostre onde e credete in voi stessi!

·Cosa ti ha colpito così tanto di Londra da farti venire il desiderio di viverci?
La prima volta che ho messo piede qui sapevo che ero finalmente a casa.
È stata una sensazione fortissima, fin da piccolina ho amato il mondo anglosassone: studiavo l’inglese per conto mio, mi riempivo di libri e film in lingua originale e sospiravo quando sentivo qualcuno che era stato in vacanza in Inghilterra. Al caffé preferivo una tazza di the, che bevevo in quantitá industriali e cercavo sempre di allenarmi a fare conversazione – pure da sola – in inglese.

Amo Londra perché un momento è caotica, ma giri l’angolo e c’é un giardinetto con le panchine, ti siedi e sembra che tutto rallenti. Non finisci mai d’imparare e tutto è diverso, il modo di pensare, di rapportarsi con gli altri…
Londra ti forgia e fortifica il carattere, trovo che sia un buon campo di allenamento per chi nella vita fa il wallflower – come ero io. Certo non è tutto oro quel che luccica ma per me Londra è come un vestito che appena indossato sembra troppo stretto, poi te lo sistemi meglio e invece è comodo, ci stai benissimo e ti fa sentire bellissima. Uno di quelli che lo indossi sempre, appena puoi, e che ti fa sentire super!

·Quando hai deciso di voler andare a vivere all’estero, come ti sei organizzata?
Erano anni che ci pensavo, dal 2007 ponderavo piú o meno seriamente la questione dell’espatrio, ma non conoscevo nessuno con cui confrontarmi, non avendo nella mia cerchia di amici qualcuno che fosse espatriato da qualche parte.
Poi nel 2010 sono finita a lavorare in un negozio dove c’era una ragazza che aveva vissuto a Londra per due anni, per poi tornare in Italia. Non era Miss Simpatia, pochi la potevano vedere, rispondeva sempre brusca e mi canzonava dicendo che siccome ero una timidona non avevo – secondo lei – gli attributi per trasferirmi a vivere a Londra. E invece…

Ho passato molto tempo a leggere vari blog e siti web, appuntavo tutto quello che ritenevo utile, peró capitava spesso che uno diceva una cosa e uno un’altra, e le fonti non erano mai chiare o concordanti.
Alla fine grazie al tam-tam del web ho conosciuto su un forum una ragazza che rispose a una mia domanda sull’espatrio in UK: é stata carina e si é offerta di ospitarmi per un pó finché non fosse saltata fuori una casa.

·Ti sei abituata subito alla nuova vita da “espatriata” e ai ritmi della città?
No affatto. Io vengo da Roma, città caotica intasata dal traffico, ma nonostante tutto, come in altre cittá italiane, i ritmi sono lenti e comunque la gente ti guarda in faccia. A Londra i primi tempi era tutto diverso, una cittá con un gran via vai, in tantissimi come me a cercare lavoro, un posto, un’affermazione…

Non è stato facile stare al passo. Io avevo vissuto Londra da turista, soldi in tasca, mappa in mano e senza pensieri, ora era tutto diverso. Peró poi ti abitui e me ne sono accorta la prima volta che sono ritornata in Italia. Camminavo a passo svelto, quel passo svelto che devi per forza avere a Londra per correre dentro e fuori dalla metro, specialmente durante la rush-hour! Sapevo che era la cittá giusta.

·Hai visitato altri posti in Inghilterra?
Sí, eccome! Da cittá grandi come Manchester a cittá minori come Portsmouth… vale la pena girare in lungo e in largo l’Inghilterra, è meravigliosa, verde e antica, e poi i treni ti portano ovunque: costicchiano, ma se cerchi bene e in anticipo trovi l’affarone!

·Il tuo posto preferito di Londra?
Se voglio rilassarmi vado a Holland Park, un parco bellissimo in una zona d’elité molto lussuosa, e al Kyoto Garden, un autentico giardino giapponese dove c’è solo calma e pace, il rumore delle cascatelle, le grandi carpe rosse, bianche e nere e le panchinette… se c’è un briciolo di sole è il top!
Se voglio fare shopping o comunque godermi la Londra per bene, vado a fare una passeggiata a High Street Kensington: è cosí per bene l’adoro, vorrei tanto vivere lí, in una di quelle stradine laterali.

·C’è un episodio particolare o divertente avvenuto a Londra che vuoi raccontarci?
Appena dici che sei italiana subito fanno la faccia pseudo-sorpresa-inorridita, e ti chiedono: ma che ci fai qui in Inghilterra?!!
Loro hanno un’immagine dell’Italia fatta di Dolce Vita, pizza, bei ragazzi focosi, gelato e arte… tutti sognano di andare in vacanza in Italia e di viverci un po’, o magari di sposarsi un masculo italiano.

Qualcuno pensa che ancora ti fai il pomodoretto e la marmellata in casa, e non capiscono affatto la tua nostalgia perché loro sono una popolazione molto indipendente: a 16 anni molti vanno via di casa, o comunque lavorano per pagarsi gli sfizi e qualcuno l’affitto della sua stessa stanza. Ci tengono molto ad essere indipendenti, e non conoscono la storia del cordone ombellicale mai reciso.

·Sul tuo blog fornisci tanti servizi utili per chi vuole venire a Londra. Spiegaci meglio!

Ho iniziato il blog in un pomeriggio solitario, ero arrivata da un paio di mesi qui a Londra, non conoscevo nessuno, solo le colleghe al lavoro.
Gli inglesi sono un po’ diffidenti, e io sono una timidona = non avevo ancora amici inglesi. Cosí per ammazzare la noia e raccontare la mia stramba vita londinese ho aperto il blog, e da subito mi sono accorta che poteva diventare un mezzo di aiuto. Io stessa per mesi avevo cercato una fonte “autorevole” in fatto di consigli/informazioni su Londra e Inghilterra, ma avevo trovato solo blog misti o che chiedevano un sacco di soldi in cambio di aiuti come ti trovo casa/lavoro/conto bancario/nin … da cui mi sono ben tenuta alla larga!

All’inizio Sir Koala Londinese era il blog di una “disperata” che cercava di capirci qualcosa della sua nuova vita da Londoner, poi ho capito il potenziale, sapevo che volevo aiutare il prossimo e ho cominciato a scrivere articoli “How to” che hanno avuto un grande successo. In seguito ho scritto due ebook: Appunti Londinesi è stato il mio primo parto! Una guida mirata, chiara e precisa su come trasferisi qui in UK e cosa si deve fare dopo, tutto descritto nei minimi dettagli, passo per passo ti prendo per mano e ti faccio vedere quello che c’è da fare. Ha avuto un gran successo, e sono felice che molti hanno trovato quello che cercavano.

Il mio secondo parto è stato La Mia Londra Low-Cost. I primi tempi vivevo con uno stipendio da fame da 800 sterline, nulla praticamente: a Londra dove un buco di stanza decente costa dalle 400 sterline in su e gli abbonamenti dei mezzi di trasporto ti portano via piú di 100 sterline, poi c’é il mangiare, spese extra… rimani davvero con poco, e quindi ho iniziato ad applicare delle tecniche, a guardarmi attorno e trovare il modo per risparmiare e ho deciso di chiudere tutto in un libro essenziale per chi – molti – partono con pochi soldi. Londra è costosa… ma nella manica ho un paio di trucchetti per farcela pure con pochi soldi.

In seguito ricevevo molte email su come strutturare un CV: c’è grande “ignoranza” su come si struttura un CV per il mercato lavorativo UK, su cosa vogliono e richiedono, su come presentarlo e presentarsi e quindi ho creato il servizio cheap di CV Maker.
Creo/traduco il CV e creo ex-novo la cover letter, il tutto ottimizzato e cucito su di a te e con cura, ti do tante dritte e consigli e soprattutto ho un esteso knowledge del mercato lavorativo UK, ho visto e fatto diverse selezioni e sono stata in entrambe le parti, selezionata e selezionatrice.

In piú il servizio ha un prezzo cheap, molti richiedono il doppio se non il triplo per il solo CV. Da un paio di mesi ho avviato il servizio di Linkedin Makeover: qui in UK danno grande importanza a Linkedin, che è uno strumento per farsi conoscere e cercare/trovare lavoro.
In Italia non sanno e non capiscono ancora del potenziale di questo portale, in USA il linkedin makeover è roba di tutti i giorni, e chiedono cifre come 200 dollari per rifarti il profilo.
Linkedin è importante perché gli anglosassoni fanno molte ricerche online su di te, quindi è utile investire su se stessi e farsi notare, rendersi “presentabili”, accattivanti e soprattutto professionali, uscendo dal coro.
Infine ci sono i canali di Facebook, Twitter, Google+ e… Youtube, la vera grande sfida per una timida come me: la voglia di aiutare e informare è prevalsa su quella di rimanere nascosta dietro le righe di un blog.

·E’ stato difficile trovare lavoro a Londra?
Anche se avevo molta esperienza nel settore – cercavo come commessa – e parlavo bene l’inglese – anni di studio – ho faticato, impiegandoci un mese e mezzo tra giri e colloqui. Stavo uscendo fuori di testa, ero preoccupata di dover levare le tende e tornare a casa, i soldi stavano finendo, poi miracolo sono stata assunta e ho potuto tirare su un sospiro di sollievo. Ho potuto toccare con mano che qui il ben-godi é finito da molto tempo, e le storie che sentivo in Italia, che arrivi e trovi subito lavoro nel giro di un paio di giorni, sono solo leggende lontane, oppure colpi di fattore c che capitano a pochi. Devi credere molto in te stesso e nelle tue capacitá, resistere, sapere molto bene l’inglese e … ho gia detto resistere?

·Come vedi il tuo futuro? Pensi di rimanere all’estero, magari di provare a vivere in qualche altro paese, o di tornare in Italia?
Sto girando un po’ l’Europa, Londra mi piace ma sono pure una che ama variare. Per ora mi va bene Londra, poi si vedrá, magari domani visito un posto, me ne innamoro e tolgo le tende da qui. L’anno scorso volevo andare in Australia, peró poi etá – esiste un limite per ottenere una Working Holiday Visa – e distanza mi ha fatto lasciar perdere. Sono comunque felice di averci provato qui a Londra, io che prima di partire ero titubante, appena arrivata non trovavo lavoro e mi sembrava di aver fatto una mattata, e ora invece mi darei una bella pacca sulla spalla e mi direi: well done Giada!

·In base alla tua esperienza, cosa consigli ai giovani italiani che sognano di vivere all’estero?
Nel caso specifico UK assolutamente non arrivare qui con una conoscenza basica/minima dell’inglese, perché vai dritto-dritto a casa.
La crisi è arrivata pure qui, la sanno affrontare e nascondere meglio, ma molti inglesi in questi anni hanno perso il lavoro. I settori retail e hospitality sono letteralmente presi ogni giorno d’assalto, tutti appena arrivano qui cercano lavoro in questi due settori, tanto per mantenersi mentre cercano altro. Sono settori pieni, e molti stranieri sono arrivati qui con il coltello in mezzo ai denti, pronti a lavorare per pochi spiccioli, pur di avere un lavoro e un po’ di denaro, quindi in molti ormai offrono il minimo salariale imposto dallo stato che è di circa sei pound e rotti all’ora … poco, pochissimo! Non fossilizzatevi solo con Londra, se le cose non girano fate bagagli e andate altrove, al Nord, in Scozia ad esempio, che è meno caotica e inflazionata.

·Cosa suggeriresti a chi volesse fare un viaggio in Inghilterra?
Il periodo migliore è a maggio, perché il tempo si stabilizza e fa piú bello, ovvio molto dipende da dove vai, Londra è a sud ed è piú “mite” in confronto al Nord.
A giugno ci sono i saldi estivi, peró la magia è a Natale, con le vie addobbate, i mercatini e, da qualche anno a questa parte, nevica pure, sia prima che dopo Natale.
Portatevi una valigia semi-vuota perché qui ci sono tante cose belle e particolari da riportare a casa. Io la prima volta che sono stata qui in viaggio sono tornata con una valigia mega-piena di vestiti, trucchi e… pacchetti/confezioni di tè, una mia grande passione!

Grazie per l’opportunita! 🙂

Se volete leggere Giada sul suo blog, lo trovate qui, www.koalalondinese.com, altrimenti ecco i suoi social:
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Tutte le foto sono prese dal blog di Giada e dalla sua pagina FB

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