«Vivere è la cosa più rara del mondo. La maggior parte della gente esiste e nulla di più.»

Oscar Fingal O’Flaherty Wills Wilde nacque a Dublino il 16 ottobre 1854, figlio di un medico molto stimato e di una giornalista agguerrita; cresciuto in un ambiente colto e spregiudicato, studiò al Trinity College di Dublino e vinse la Berkeley Gold Medal, il premio più alto della scuola per i suoi studi; infine, studiò al Magdalen College di Oxford fino al 1878, anno in cui si laureò e vinse l’Oxford Newdigate Prize per il poema Ravenna.
A Oxford, Wilde scandalizzò i bigotti professori con il suo atteggiamento irriverente nei confronti della religione, e venne deriso per il suo abbigliamento eccentrico: è proprio lì che inizia a svilupparsi il suo istinto “estetico”.
Divenne, infatti, un esponente dell’Estetismo, il movimento inglese di fine ‘800 che sosteneva un’arte fine a sé stessa e nel 1882 si recò negli Stati Uniti per un fortunato ciclo di conferenze sull’Estetismo: il suo ingegno brillante, i suoi successi letterari e le sue pose eccentriche lo imposero come una delle personalità dominanti nei circoli artistici e nei salotti mondani inglesi e francesi.
Alternò come residenza Parigi e Londra, con frequenti viaggi in Italia, Grecia e Nord Africa: del resto, i salotti delle case nobili londinesi e parigine erano l’ambiente naturale di Oscar Wilde, uno scrittore nato per fare scandalo.
Era divenuto famoso per i suoi atteggiamenti provocatori: bello, ricco e conosciuto, sembrava che la vita gli avesse regalato tutto quello che era possibile desiderare e Wilde ne approfittò frequentando il bel mondo, proclamando che tutta la sua vita era intessuta d’arte e intrecciando relazioni pericolose.
Diceva tutto quello che pensava a proposito di chiunque e riusciva anche a non essere maleducato, scriveva e parlava con garbo, così che qualsiasi cosa dicesse era impossibile arrabbiarsi: si presentava in pubblico sempre molto ben vestito, curato nell’aspetto e negli atteggiamenti e per averlo a cena le padrone di casa delle capitali europee erano disposte a tutto.
Sempre ben informato, gli piaceva dare opinioni con divertenti giochi di parole sempre più difficili, con paradossi, battute e i suoi famosi aforismi: addirittura, alcuni editori si presero la briga di pubblicare solo le sue frasi meglio riuscite tra quelle dette in pubblico o scritte nei suoi libri.
Nel 1884 sposò Constance Lloyd, da cui ebbe due figli, m a ben presto il matrimonio naufragò e finì del tutto nel 1893: pochi anni prima, nel 1891, Wilde aveva conosciuto Lord Alfred Douglas, un aristocratico poeta, che divenne il grande amore dello scrittore e la causa della sua rovina.

« L’unico modo per liberarsi di una tentazione è cedere ad essa»

La sua relazione con il giovane, infatti, gli mise contro il padre di questi, il marchese di Queensberry, tutta l’aristocrazia e la classe dirigente di cui fino a poco prima era stato l’idolo: in un processo che suscitò enorme scalpore, Wilde fu condannato per omosessualità a due anni di lavori forzati (1895); scontata la pena, in miseria e abbandonato da tutti, si rifugiò in Francia dove morì 3 anni dopo (1900).
L’opera di Oscar Wilde è inseparabile dalla sua vita: non solo egli predicò l’Estetismo, ma volle vivere la propria vita come un’opera d’arte.
In Wilde un autentico anticonformismo coesiste con una aspirazione al successo, il tentativo di conciliare istanze di ribellione e mondanità si riflette nel suo atteggiamento verso la società vittoriana, criticata ferocemente ma anche blandita: per una decina d’anni, Wilde interpretò da grandissimo attore questo ruolo pericoloso ma, quando il gioco fu scoperto, egli accettò la sfida e volle essere il martire.
Quando scrisse i suoi libri, pensò soprattutto a mettervi dei personaggi ispirati alle persone che realmente aveva conosciuto: nelle sue fiabe (“Il principe felice e altri racconti“), ad esempio, si trovano ad ogni passo gli antipatici, i presuntuosi, i pettegoli, i maleducati, i saccenti, gli egoisti e i duri di cuore, un quadro davvero poco lusinghiero per una società che si credeva civile ed evoluta.
Accanto a tutti questi “cattivi” ci sono, però, anche i buoni, molto spesso proprio i personaggi meno prevedibili, come i mostri, gli oggetti, la natura.
Insomma, non si può certo dire che avesse una grande stima del genere umano: salva solo i bambini, per cui scrisse queste fiabe e che sono la speranza del mondo futuro.
Così, parlando ai bimbi, sperava di insegnare qualcosa anche ai grandi.

Opere di Oscar Wilde:

Poesia
– Ravenna (1878)
– Poemi (Poems) (1881)
– La sfinge (1894)
– La ballata del carcere di Reading (1898)

Teatro
– Vera o i nichilisti (1880)
– La duchessa di Padova (1883)
– Salomè (in francese) (1893, prima rappresentazione a Parigi nel 1896)
– Il ventaglio di Lady Windermere (1892)
– Una donna senza importanza (1893)
– Un marito ideale (1895)
– L’importanza di chiamarsi Earnest (1895)
– La santa cortigiana e Una tragedia fiorentina (opere incomplete; prima pubblicazione, nel 1908, in Collected Works)

Prosa
– Il fantasma di Canterville (1887)
– Il principe felice e altri racconti (1888)
– Il delitto di Lord Arturo Savile e altri racconti (1891)
– Intenzioni (1891)
– Il ritratto di Dorian Gray (1891)
– La casa dei melograni (1891)
– Poesie in Prosa (1894)
– L’anima dell’uomo sotto il socialismo (prima pubblicazione sulla rivista Pall Mall Gazette nel 1891; prima edizione libraria nel 1904)
– De profundis (1905)
– Le lettere di Oscar Wilde (pubblicata nel 2000 sulla base di un testo scoperto nel 1960)
– Teleny (Parigi, 1893)

3 Comments
  • Paul

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  • Yara

    Fantastico!!! Oscar Wilde… in assoluto uno dei miei autori preferiti! ^^
    Micchan… spero di trovare più avanti anche una recensione di una sua opera! ^^
    Anche io ho una raccolta di suoi aforismi… chiudo proprio con uno di essi: “Il solo fascino del passato è il fatto che è passato”

  • Todomeda

    “Vivere e’ una delle cose piu’ difficili al mondo, la maggior parte di essi, si accontenta di esistere”
    Per un periodo questo aforisma mi ha perseguitato…
    Poi si focalizza, ci si interroga e si comprende…
    Un sito che parla di Giappone, ma che nel contesto mi cita Wilde? Come si fa a resistere? (°_°)