Titolo giapponese: 1リットル の 涙 Ichi rittoru no namida
Genere: drammatico biografico
Episodi: 11
Produzione: Giappone
Anno: 2005

“Niente di speciale… è solo il ricordo di una ragazza scelta da una speciale malattia…”

Aya Ikeuchi è una ragazza di 15 anni che vive felicemente con la sua famiglia, composta dai genitori ed un fratello e due sorelle più piccoli.
La sua vita è simile a quella di tante altre sue coetanee, divisa tra la scuola superiore appena iniziata, i primi amori, la famiglia, il club di basket e le amiche. Tutto procede bene ma improvvisamente qualcosa in lei inizia a non andare: non riesce più a coordinare i movimenti, inciampa spesso ed inizia a perdere il senso della distanza, finchè, a seguito di una brusca caduta, si ferisce al mento.
Il neurologo Mizuno Hiroshi le diagnostica l’atassia spinocerebrale: una malattia degenerativa e incurabile causata dall’atrofizzazione del cervelletto che, progressivamente, le impedirà di muoversi liberamente e parlare correttamente fino a renderla incapace di fare le cose più elementari, costringendola a letto.
La mamma è la prima a venirne a conoscenza e decide di non rivelare nulla a nessuno, cercando invano di scoprire se esista qualche terapia che possa guarirla da una malattia, che la porterà ad affrontare tantissime difficoltà fisiche e psicologiche: solo il grande supporto della famiglia, degli amici, soprattutto Asou-kun, e la sua innata forza d’animo, la aiuteranno a sopportare prima la sconcertante notizia, poi gli effetti disastrosi che la malattia avrà sul suo giovane corpo.
Il dorama è ispirato al libro “1 rittoru no Namida – Nanbiyou to Tatakai Tsuzukeru Shoujo Aya no Nikki”, chiamato anche “One litre of tears” o “A diary with tears”, in cui sono raccolti i diari che la vera Aya Kitou ha iniziato a scrivere quando si ammalò all’età di 14 anni: le parole della ragazza hanno dato conforto ai malati ed anche alle persone sane, per il messaggio di vita che esprime con tanta forza.
Al primo libro ne sono seguiti altri due, ristampati nel 2005 e nel 2006 in una nuova edizione: “1 rittoru no Namida – Haha no Shuki”, scritto dalla madre di Aya, Shioka Kitou; e “Last Letter – 1 rittoru no Namida Aya’s 58 Letters”, tratto dagli scritti di Aya ritrovati dopo la sua morte.
Dal sito ufficiale della serie: «Dopo la sua morte (all’età di 25 anni), i genitori hanno deciso di pubblicare un libro intitolato “1 litro di lacrime”, che ha venduto solo in Giappone oltre 18 milioni di copie e che dopo 29 anni continua a infondere coraggio a molta gente. L’unico desiderio di Aya era quello di vivere.
Vivere amando la sua famiglia, i suoi amici ed il ragazzo di cui era innamorata.»

One Litre Of Tears (traduzione letterale del titolo giapponese) sorprende fin dal primo episodio: è una serie molto coraggiosa, almeno quanto la sua piccola grande protagonista, Aya Ikeuchi, interpretata in modo eccelso da Erika Sawajiri.
L’interpretazione dei personaggi rimane sempre di buon livello, coinvolgendo emotivamente lo spettatore, e il messaggio dell’intero drama viene subito percepito grazie all’aiuto di una colonna sonora che difficilmente non rimarrà nel cuore.
Una storia che insegna a non dimenticare il proprio sorriso, una storia che glorifica tutti quei piccoli grandi eroi che passano inosservati, una storia di realtà che vengono ignorate: vale sicuramente la pena rivivere i momenti di Aya e compagni, facendo tesoro degli attimi più belli ed imparando a condividerli con gli altri, perché il tempo vola e questa volta più veloce del solito.
Il tutto risulta ancora più commovente e drammatico se si pensa che personaggi e luoghi sono ispirati ad una storia vera; nella sigla finale, inoltre, sono riportate, in sovraimpressione, alcune frasi di Aya, tratte dal suo libro, e molte vecchie foto della ragazza nelle diverse fasi della malattia.
Un drama ben strutturato, che alterna scene tristissime ad altre divertenti, soprattutto grazie al simpatico papà di Aya, e che espone in ogni puntata un tema preciso, legato al progredire della malattia della ragazza ed ai problemi che deve affrontare di volta in volta.
Una storia drammatica che vi farà versare, forse non un litro, ma qualche lacrima di sicuro: una storia che ci ricorda quali sono i veri problemi, i veri drammi da affrontare.

Queste sono le parole che Aya pronunciò alla classe quando dovette lasciare il liceo Higashi per trasferirsi nella scuola per disabili.
“Penso che alcuni di voi già lo sappiano, ma… non esiste una cura per la mia malattia. [—]
Un giorno non potrò camminare, restare in piedi e parlare. E’ ciò che mi ha detto il dottore.
Quest’anno, pian piano, ho iniziato a non saper più fare tutto ciò che ho sempre fatto.
Nei miei sogni, mentre parlo con i miei amici, riesco a camminare normalmente. Riesco a giocare a basket correndo per il campo. Quando mi sveglio, invece, realizzo che il mio corpo non è capace di muoversi così liberamente.

Ogni giorno peggioro. Come faccio a camminare senza cadere? Come posso mangiare più velocemente? Come posso… ignorare gli sguardi che mi vengono rivolti?
Ho pensato tante volte a questa malattia, ma non posso andare avanti così. Andare a scuola, all’università, a lavoro…
Penso al futuro senza riporvi alcuna speranza. [—] A causa di questo male, la mia vita sta andando in frantumi. [—]
Però… per quanto sia triste, questa è la realtà.
Per quanto io pianga, non posso comunque sfuggire da questa malattia. Per quanto io desideri che tutto sia come prima, non posso tornare indietro nel tempo.
Quindi, voglio accettarmi per quel che sono adesso.
E
cco cosa penso.
Perché da quando sono diventata così, per la prima volta ho capito un sacco di cose. La mia famiglia, restandomi sempre accanto, mi ha fatto capire quanto sono importanti per me. La mano dei miei compagni di classe che mi hanno sempre aiutato,è così calda. [—]
Ammalarmi non ha solo significato perdere la salute. [—]
Supererò gli ostacoli che mi si pareranno davanti, così come sono ora. Continuando a vivere con fiducia. [—]
Anche se il mio percorso sarà diverso dal vostro, d’ora in poi, passo dopo passo, cercherò di trovare quella luce lungo la strada che ho scelto per me.
Per riuscire a dirvi tutto questo sorridendo, credo che alla fine, piangerò un litro di lacrime.
Quindi, anche quando me ne andrò, non penserò mai e poi mai che alcune cose siano giunte ormai alla fine.”

2 Comments
  • astria

    Io l’ho visto e fa riflettere…..sul fatto ke ci lamentiamo del superfluo…..
    E’ un dorama ben fatto, ottime interpretazioni, in particolare l’attrice protagonista (erika sawajiri) è bravissima!!!!!!!
    lo consiglio a tutti

  • Yara

    Io ho tutta l’intenzione di vedere questo dorama! ^^
    Deve essere davvero commovente… e soprattutto credo che faccia riflettere su quanto è importante la vita!
    A volte ci si lamenta di tante cose… ma si dovrebbe essere grati del fatto di avere la salute… detta così sembra una cosa scontata… ma è davvero un dono!