“tutto esiste per finire in una fotografia”

L’onnipresenza delle fotografie ha un effetto incalcolabile sulla nostra sensibilità etica. Arredando questo mondo già sovraffollato con un duplicato di immagini, ci presentano un mondo più disponibile di quanto non lo sia in realtà.

Il bisogno di veder confermata la realtà e intensificata l’esperienza mediante le fotografie è una forma di consumismo estetico al quale tutti sono ora dediti. Le società industriali trasformano i loro cittadini in drogati di immagini; è la forma più irresistibile di inquinamento mentale.

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Il più logico degli esteti ottocenteschi, Mallarmé, diceva che al mondo tutto esiste per finire in un libro.
Oggi tutto esiste per finire in una fotografia.

Susan Sontag – On Photography, 1977

Avete letto questo libro? È sulla mia lista di libri da leggere. Voglio saperne di più su Susan Sontag, sembra qualcuno con cui sarei stata a parlare per ore. E gli autori così ci piacciono, come dice Holden.

 

Foto scattata dalla mia amica Sonya in una domenica di pioggia – ottobre 2017, Vancouver

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