Titolo giapponese: ナナ
Autrice: Ai Yazawa
Genere: Shoujo manga
Anno pubblicazione in Giappone: 1999 (ancora in corso)
Anno pubblicazione in Italia: 2002 (ancora in corso)

Due ragazze si trasferiscono a Tokyo e, pur arrivando da città diverse, finiscono sullo stesso treno; quest’ultimo, a causa della neve, impiegherà ben cinque ore per arrivare a destinazione, così le due avranno modo di parlare e di scoprire che hanno lo stesso nome, Nana (7 in giapponese), e anche la stessa età (20 anni).
Ma il Grande Demone Celeste (entità soprannaturale temuta da Nana Komatsu) ci mette lo zampino e si incontrano di nuovo nello stesso appartamento (il 707), che finiranno per affittare insieme: questo è solamente l’inizio di una storia molto lunga e complessa con moltissimi personaggi.

Nana Komatsu è all’ultimo anno di liceo e ha appena troncato una relazione clandestina con un uomo sposato; si iscrive all’Accademia di Belle Arti con la sua migliore amica, Junko, dove incontra Kyosuke e Shoji. Quando i suoi tre amici si trasferiscono a Tokyo per studio, Nana decide di seguirli convinta di poter trovare la felicità insieme a Shoji.
Nana Osaki la soprannominerà Hachi, diminutivo di Hachiko (Fido in giapponese), perchè le sembra un cagnolino che si affeziona subito alle persone; Hachi vivrà molto vicende a Tokyo, alcune piacevoli e altre no, e legherà sempre più con Nana e con i membri della sua band, i Blast.
Nana Osaki
ha 19 anni, è la cantante  di un gruppo punk, i Black Stones e fidanzata con il bassista Ren.
«I giorni che vivo con Ren, uno dopo l’altro, mi sembrano come un sogno impossibile. Perchè per una come me, abituata a strisciare ai piedi degli altri, Ren è come un Sole troppo brillante… a volte ho come la sensazione che, per quanto lo desideri, non riuscirò mai a raggiungerlo veramente…»
E il sogno presto si infrange: Ren, contattato dai membri dei Trapnest (band di suoi concittadini che sta per debuttare a Tokyo), decide di partire per seguire il suo sogno di chitarrista: «non ci dicemmo addio… però sapevamo che vivere separati sarebbe stato fatale per entrambi. Telefonate e lettere non hanno alcun valore… se non ci si può abbracciare. [—] A marzo compirò vent’anni e mi sono comportata così bene che ho deciso di farmi un regalo: un biglietto di sola andata per Tokyo. Come bagaglio porterò soltanto la mia chitarra e un pacchetto di sigarette.»

I personaggi di Nana sono veramente moltissimi, è impossibile elencare in maniera esauriente persino solo i “personaggi base”, perciò citerò solo qualche nome fondamentale: Nobuo (amico di Nana dalle superiori), chitarrista dei Black Stones; Yasu, batterista dei Black Stones, grande amico di Ren, che diventerà per Nana Osaki quasi un fratello; Shin, bassista dei Black Stones, un ragazzino nippo-americano che si finge maggiorenne per essere ammesso nella band, dotato di un fascino particolare. I membri dei Trapnest, invece, sono la bella vocalist Reira, elegante, sensuale  ed ex fidanzata di Yasu; Takumi, leader della band, nonchè compositore, arrangiatore e bassista; e infine Ren, chitarrista. Un personaggio che va almeno menzionato è Misato: fan dei Blast fin dai loro primissimi concerti, sembra avere una “venerazione” per Nana, svolgerà un ruolo importante negli eventi futuri e sembra nascondere qualche segreto. La Yazawa ha saputo mettere a frutto tutte le idee che aveva elaborato nel corso dela sua carriera: in Nana si ritrovano molti spunti che la accomunano a varie sue precedenti opere ma la sintesi è stata a dir poco perfetta.L’idea iniziale è tanto semplice quanto geniale: due ragazze con lo stesso nome, due caratteri diversi, due vite diverse (sia prima che dopo il loro incontro) ma che per un attimo si incrociano e proprio quell’attimo non sarà più dimenticato. Le lettrici possono facilmente riconoscersi in una delle due protagoniste, che hanno una loro personalità ben definita: all’inizio sembrano molto stereotipate, una punk e ribelle, l’altra una ragazzina kawaii, frivola e volubile.
In realtà la storia è ben più complessa di quanto sembri, poichè le due ragazze hanno vissuto esperienze che le hanno segnate profondamente: la Osaki soffre ancora, inconsciamente, per l’abbandono della madre e per questo è possessiva, fobica e del tutto priva di senso materno; al contrario, la Komatsu, avendo una famiglia chiassosa e numerosa, sogna il matrimonio con il principe azzurro e finisce puntualmente nelle braccia di un uomo perfetto solo esteticamente, ma incapace di darle vero amore.
Una vena nostalgica trasuda da tutta l’opera grazie alle frasi inserite nella narrazione, pronunciate da una o dall’altra ragazza (anche se all’inizio è sempre Hachi a parlare): frasi tristi, dolci o nostalgiche, che fanno riflettere e commuovere. Frasi che in qualche modo alludono a un futuro (dal quale capiamo che le ragazze stanno ricordando la storia che leggiamo) in cui accadrà qualcosa a una di loro.
Nana
è un manga che ti prende, anche se la storia sembra banale, anzi proprio per questo: mostra la vita di tutti i giorni di due ragazze che insieme trovano la forza per andare avanti, che cercano di realizzare i propri sogni ma che hanno le loro delusioni, che nonostante si vogliano bene non possono stare vicine, che sono preda di incomprensioni e solitudine.

«Sai Hachi, si dice che per capire davvero l’importanza di una persona bisogna prima perderla. Io credo invece che l’importanza di una persona si comprenda davvero quando la si rivede a distanza di tempo. Non sei d’accordo anche tu?»

Grazie ai moltissimi personaggi che entrano nella storia durante la narrazione a ritmi ben sostenuti così da non far ristagnare la situazione, si crea un complesso mondo di rapporti intrecciati, sia tra le due band, quella di Nana (i Blast) e quella di Ren (i Trapnest), sia tra i personaggi di “base” e le “new entry”.
Il mondo in cui vivono può sembrare molto mangoso (permettetemi il termine), con ragazzi perfetti (fisicamente), vestiti alla moda ed il sogno musicale, ma si rivela molto più reale di quanto ci aspettiamo: capiamo che realizzare i propri sogni non sempre è sinonimo di felicità e che, anche se due persone si amano, non vuol dire che riescano a stare insieme.

«Sai Nana, veder realizzati i propri sogni ed essere felici… sono due cose completamente diverse. Questa contraddizione mi è ancora imcomprensibile…»

Nana, secondo me, è tutto questo: un manga intenso ma non così nostalgico come Parakiss.
Ai Yazawa ha raggiunto il perfetto equilibrio, spero solo non lo rovini per esigenze di mercato (il manga inizia a tirarla troppo per le lunghe); dato il grandissimo successo del manga, che tra l’altro è ancora in corso di pubblicazione in Giappone con l’uscita del 17° tankobon, in Italia è già iniziata la ristampa con l’edizione Collection (ovvero con la grandezza originale giapponese dei singoli volumi) e la messa in onda su Mtv dell’anime di Nana.

Nana – l’anime

Regista: Morio Asaka
Character Design: Kinuhiko Hamada
Studio di animazione:
Madhouse
Anno:
2006
Puntate: 50

La storia è la stessa del manga ovviamente, seppur non mi coinvolga come la versione cartacea: i personaggi sembrano più freddi, forse proprio perchè si è tentato di mantenere lo stile di disegno della Yazawa che rende, a volte, i personaggi troppo irreali.
La colonna sonora ufficiale dell’anime di Nana è uscita in Giappone il 7 Luglio 2006: il cd è disponibile in due versioni, Normal Editon e Limited Edition, quest’ultima impreziosita da un book cartonato di 49 pagine (contente immagini direttamente dall’anime e dentro cui si trova il disco) più sette cartoline con immagini della serie tv.
Uscito a pochi giorni dalla fine in Giappone dell’anime, il NANA Best comprende 14 brani, tra cui tutte le sigle iniziali e finali dell’anime, ma anche alcuni inediti: Stand by me (ending degli episodi 45 e 46) e Anarchy in the UK, cover del famoso brano dei Sex Pistols di Anna Tsuchiya, e Nothing’s Gonna Take My Love di Olivia.
E’ disponibile anche una versione speciale con allegato un dvd comprendente tutte le sigle iniziali e finali senza crediti, più le clip animate di Wish, Lucy, Kuroi Namida e A little pain; inoltre è allegato un mouse-pad con la stessa immagine della copertina del cd.
Nel cd vi è anche un messaggio di Ai Yazawa: “Vi confesso che, quando un’opera viene trasposta in diversi media, il parere dell’autore originale non viene preso granché in considerazione. Ho sempre cercato di non essere invadente nei confronti di chi lavorava basandosi sulle mie opere, oltre al fatto che non posso certo dirigere un regista.
Stavolta, invece, è lo staff stesso dell’anime di Nana a chiedermi di tanto in tanto quali siano le mie idee e i miei pareri in merito a Nana.
Specie per quanto riguarda la musica, ho assistito a uno sforzo non comune per assecondare il più possibile la mia prospettiva.
E poi, come cast canoro non potevo chiedere di meglio: Anna e Olivia! Perfino per i singoli brani, se ad esempio io – da assoluta profana – mi lascio scappare in maniera vaga commenti come “ci vorrebbe qualcosa di più… tosto” ecco che prontamente e senza batter ciglio rifanno l’arrangiamento e me lo fanno ascoltare. Be’, forse non proprio senza batter ciglio… ma vi chiedo scusa.
Queste figure così zelanti e professionali mi rimarranno indelebilmente impresse; il loro compito, come il mio, è quello di creare. Penso che questo CD sia fantastico in sé, per la musica. Un disco apprezzabile a prescindere dall’anime di Nana. E questo lo devo a tutti coloro che hanno lavorato sodo per realizzarlo. Grazie davvero!”

9 Comments
  • Pingback: Ai Yazawa | Miso Journal()

  • Matildeodiavaigatti

    La Yazawa è sicuramente la mia mangaka preferita…e forse…(dico forse perchè anche Parakiss è belllllllisssssssimo) questo è il manga che mi piace di più.
    I personaggi sono tutti curatissimi…sia dal punto di vista grafico che dal punto di vista caratteriale…
    Poi…la cosa bella…è la senzazione agrodolce che ti lascia in bocca mentre lo leggi…
    Non ti stucca perchè non è smielato, mai…ma sa commuovere…..*_*…..
    Certo mentre scrivo…penso a Paradise Kiss….allo stile a dir poco eccentrico dei personaggi….e mi vengono i lacrimoni!
    Non so scegliere…li amo entrambi…

  • ciao yara! ma certo, la yaza può anche non piacerti XD
    io ti consiglio il manga più che l’anime, perchè, come ho scritto anche nella recensione, lo preferisco!!!
    pensa che l’anime se lo sta vedendo mia madre XD

    • Adelaide

      Ciao Sabrina, io ho scoperto “Nana” circa un mese fà..ho visto tutti gli episodi, però vorrei trovare il manga, puoi suggerirmi dove?
      grazie 🙂

      • Ciao, grazie per il commento 🙂
        Wow, Nana è uno dei miei manga preferiti ma è passato così tanto tempo… credo sia ancora in corso, almeno un paio di anni fa quando ho smesso di seguirlo non si era concluso per problemi di Ai Yazawa a proseguire la pubblicazione.

        Mi risulta che l’ultima edizione sia stata pubblicata in volumi grandi da “collezione”.
        Ti consiglio di andare nella fumetteria della tua città e chiedere a loro se li hanno (sicuramente sì!).

  • Yara

    Dunque… ehm… posso dire che io non l’ho seguito per niente Nana??? Mi uccidete per questo??? ^^”’
    No… il punto è… io non amo molto la Yazawa… però ho visto una puntata random di Nana… e devo dire che mi è piaciuta… quindi quando avrò modo vedrò di rimediare e lo guarderò tutto!!! >.<

  • KINTA

    sembra strano ma anche io sono stato colpito dal fenomeno Nana, ammetto che per vedere il primo episodio mi hanno legato ad una sedia contro la mia volontà, durante l’episodio sono rimasto piacevolmente sorpreso.
    Altro punto di forza sono le ost tra le migliori che abbia mai sentito I Wish e Rose sono le mie preferite.
    Che dire un anime che merita veramente di essere visto.

  • un profondissimo inchino a joe-chan è d’obbligo! ^_^
    Dovete sapere tutti che questa ragazza, oltre a essere carinissima, è gentilissima con me!
    per questo le dedicherò una parapara in stile Mikan original!!! XDDD
    Cmq ti ringrazio moltissimo per i complimenti, il lavoro è tanto e vedere che è apprezzato non ha prezzo (by MasterCard)! come sono lolla XD

  • Joechan

    Ciao Mikan,
    Adoro questo manga, è davvero strepitoso come lo è anke il tuo sito!!!
    I miei complimenti vanno anke ad Ale ovviamente ke ci sta lavorando tanto, come tu mi dici.
    La grafica è veramente kawaii ed anke le tue foto; poi il viola resta sempre un colore azzeccatissimo!
    Veramente, oltre ai complimenti scrivo anke un hurrà bello grosso, xkè sta veramente riuscendo benone e sn contenta ke siate riusciti a realizzare un progetto così carino ed utile!
    Nn vedo l’ora ke la pagina dei link sia bella piena, vedrai Sabri ke presto il tuo sito comparirà in cima alla pagina ke google crea qnd si fa una ricerca!
    Dal momento ke il lavoro continua vi faccio un enormissimo in bocca al lupo e spero traspaia da qst mio commento tutto l’incoraggiamento possibile!
    Kissoni ^,^

    Joechan