Regista: Sofia Coppola
Genere: Biografico
Anno: 2006
Produzione: U.S.A., Giappone e Francia

«So di essermi presa molte libertà, ma non era la grande storia che mi interessava.
Io ho voluto raccontare l’umanità di una donna che non era né innocente né crudele, né stupida né intelligente, il cui destino l’ha portata nel posto sbagliato al momento sbagliato.»

E si capisce subito anche dal rock duro che ha accompagnato i titoli di testa rosa shocking da video musicale, che l’ennesimo film sulla disgraziata moglie austriaca di Luigi XVI se ne fregherà della storia, della politica, e in un certo senso della Francia e racconterà invece la breve esistenza di una teenager in crinolina che «è costretta a vivere in una società decrepita, prigioniera di riti per lei incomprensibili, a cui si sottrae con lo shopping, le feste, le amiche, l’amante, il gioco».


Distesa su una dormeuse, Maria Antonietta è lucente di giovinezza, una montagna di dolcetti rosa al suo fianco, una cameriera in ginocchio che le infila ai piedi le babbucce di seta. Sembra una top model e infatti la prima inquadratura del film di Sofia Coppola si ispira a una celebre immagine di moda anni ’70 del sofisticato fotografo Guy Burden. Kirsten Dunst, graziosa e sottile, è una Maria Antonietta leggera, frivola e triste, ignorata dal re, disprezzata per la mancanza di eredi e per i suoi sprechi.Nel mezzo, il film è tutto un rutilare di abiti meravigliosi color pastello, di dame che ridono e fanno gossip, di tavoli da gioco, di bocche piene di dolci alla crema, di coppe di champagne (una trasgressione coppoliana), di feste da ballo una volta regina (altra trasgressione, a 18 anni non lo era ancora), di shopping esagerato, di parrucchieri gay che baciano sulle guance come oggi, però fuori da ogni etichetta rococò: la regista decide di mandare a letto sul serio la regina, nuda se non per le calze auto-reggenti, con l’affascinante svedese Fersen.La pellicola è un vortice di colori vivaci, torte, bon bon glassati, feste, giochi, vizio e virtù, al ritmo di “I Want Candy” dei Bow Wow Wow, brano di giocoso gusto fanciullesco, o sulle corde del rock oscuro dei Cure e quello indisciplinato dei giorni nostri interpretato dagli Strokes. Techno, acid music e rock anni ’80 insieme a Gluck, Vivaldi e Rameau esprimono insieme la sontuosità regale dell’epoca e l’energia, la sfrenatezza, l’impazienza della giovinezza senza tempo.

Una Maria Antonietta edonistica amante del glamour stile anni Ottanta ma anche ribelle punk in stile anni Settanta, spaesata come una rappresentante della Generazione X.

5 Comments
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  • Che bella la mia patata sperimentatrice

  • Matildeodiavaigatti

    Hei…ne approfitto per chiederti..non è che mi mandi la fotina dell’altra sera da Il panino omicida?!
    la mia mail è noxiae@yahoo.it

    Alla prossima….che sia boowling^^

  • sisi ti do ragione su tutto infatti è uno dei miei film preferiti^^
    Tra musica e costumi è stupendo!!!! *_*

  • Matildeodiavaigatti

    Bellissima la colonna sonora…(C’è pure Siouxsie…quando l’ho sentita la mia espressione è stata O_O …*_*…), bellissima la fotografia.
    La sceneggiatura secondo me lasciava un po’ a desiderare…ma alla fine ci si passava sopra.
    Uh…e i costumi…forse la cosa migliore!
    Il nome della costumista non lo ricordo ma è la stessa che spesso lavora con Tim Burton…e che io personalmente trovo geniale.
    Uscita dal cinema era di buonumore…il film è decisamente d’impatto…è come un enorme mushmallows…o meglio…come un’enorme vasca piena di mushmallows in cui tuffarsi. Impossibile che non ti piaccia.

    ^_^