
«L’immagine del cucciolo quasi in volo sopra una selva di mani alzate, ha fatto il giro della rete e del Paese in una domenica assonnata. E’ apparsa su siti web e sui maggiori quotidiani italiani. E’ andata in televisione. La coscienza è matura per chiuderla qui con la vivisezione. E aprire un nuovo capitolo sui diritti degli animali, come esseri senzienti.» da CorrieredelVeneto.it
Solitamente durante il week end non ho tempo di stare al computer, e può capitare che mi sfuggano notizie importanti come questa: sabato 28 aprile, durante la Giornata mondiale per gli animali nei laboratori, si è svolta una manifestazione di protesta contro Green Hill, l’allevamento di cani per la vivisezione, organizzata da Occupy Green Hill, a cui hanno partecipato più di 1400 persone arrivate da tutta Italia, e terminata con l’irruzione di alcuni attivisti nella sede dell’azienda e la liberazione di una ventina di cuccioli.

«Sono le quattro del pomeriggio quando un gruppo di persone irrompe nell’allevamento di Montichiari (vicino Brescia) raggirando il lungo cordone di polizia e scavalcando le recinzioni degli uffici della Marshall, la multinazionale proprietaria dell’allevamento.
In breve tempo gli attivisti sono di nuovo fuori e con loro dei meravigliosi cuccioli di beagle.
La commozione dei manifestanti è alle stelle. Le mani alzate formano un tappeto pronto ad accogliere i cuccioli fatti oltrepassare al di sopra del filo spinato e via di corsa lontani, scappando tra le colline circostanti.
Molti i manifestanti che hanno provato ad entrare nella struttura, ma solo tredici ci sono riusciti e hanno tratto in salvo circa trenta (sembra siano un po’ meno, in realtà) cani, tra cui molti cuccioli e alcune fattrici.
Tra i cuccioli liberati il più grande aveva una lunga cicatrice sull’addome, la quale difficilmente può essere comparata a quella di una sterilizzazione, come conferma anche un veterinario presente tra i manifestanti.
Dodici le persone in stato di fermo. Si tratta di otto donne e quattro uomini, tra cui anche un minore denunciato a piede libero. I reati che vengono contestati sarebbero quelli di rapina, furto, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento.» da Animali-bloglife
Dopo anni di proteste e manifestazioni, sabato per la prima volta gli attivisti sono riusciti a entrare e a sottrarre cuccioli destinati a essere venduti ai laboratori. Si chiedono leggi per chiudere il centro di allevamento, l’unico rimasto in Italia, e l’86% degli italiani è contro la vivisezione, basti vedere la folla che è accorsa sabato per esprimere la sua rabbia e indignazione.
E allora, perché Green Hill opera ancora? Ma, più in generale, perché ancora si portano avanti esperimenti e ricerche sugli animali, quando “ogni anno circa 197.000 europei muoiono per reazioni indesiderate ai farmaci” che avevano superato i test sulle cavie (fonte: Ufficio consumatori UE)?
La sperimentazione animale ha mostrato i suoi fallimenti e scoperto la sua vera faccia: il numero dei lobbisti farmaceutici supera quello dei ricercatori e il denaro versato in operazioni di marketing è maggiore di quello destinato alla ricerca medica. La salute delle persone è diventata un campo in cui investire per aumentare il guadagno personale: invece di sostenere campagne di prevenzione e informazione, si cerca di rendere dipendenti da farmaci e composti chimici intere popolazioni.
Green Hill 2001 è un’azienda situata a Montichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Da questo allevamento più di 250 cani ogni mese finiscono negli stabulari, tra le mani dei vivisettori e sui tavoli operatori. Cani nati per morire e condannati a soffrire.
Dentro i cinque capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate: un lager per animali fatto di luoghi chiusi, asettici, senza aria o luce naturale. File e file di gabbie sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nei laboratori di tutto il mondo via aereo.
Tra i clienti di Green Hill ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche rinomate e centri di sperimentazione come il famigerato Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande laboratorio di tortura animale in Europa.
Da alcuni anni Green Hill è stata acquisita da un’azienda americana, la Marshall Farm Inc., un nome tristemente noto come la più grande “fabbrica” di cani da laboratorio del mondo. Per un prezzo dai 450 ai 900 euro si possono comprare cani di tutte le età, e addirittura le madri gravide; Green Hill e Marshall Farm inoltre offrono ai propri clienti trattamenti chirurgici su richiesta, tra cui il taglio delle corde vocali o l’asportazione di alcune ghiandole.
Per la Marshall Farm gli animali sono semplice merce, oggetti da far riprodurre e vendere, senza il minimo scrupolo sul dolore e la sofferenza, psichica e fisica, che andranno a subire.

Aggiornamento del primo maggio: «le dodici persone arrestate sabato, quattro uomini e otto donne, dopo una notte in carcere ieri sera sono state liberate. Non potranno più entrare nel territorio comunale di Montichiari.» da CorrieredelVeneto.it
Link:
·Blitz animalista per salvare i cuccioli dalla vivisezione – skytg24
·Il caso Green Hill – ilpost.it
·Contro Green Hill – facebook
·OccupyGreenHill.it

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