L’invasione degli ultracorpi

Titolo originale: The Body Snatchers
Autore: Jack Finney
Genere: fantascienza
Anno: 1955

13 agosto 1956; Miles, medico nella piccola cittadina californiana di Santa Mira, riceve la visita inattesa di Becky, vecchia passione mai dimenticata.
La donna chiede aiuto per una sua cugina, che afferma di non riconoscere più il padre: seppur fisicamente identico, con gli stessi atteggiamenti e gli stessi ricordi, non è lui, lo sguardo è scomparso ma soprattutto non ha alcuna emozione, c’è la “finzione dell’emozione“. Altri pazienti confidano la stessa sensazione al dottore che chiede aiuto ad un amico psichiatra: quest’ultimo afferma che è la mente che può creare una falsa realtà ed è quindi solo paranoia.
Ma come fare i conti con la comparsa di un cadavere, anzi, di una “cosa”, dapprima informe, poi sempre più definita sino a diventare un doppio perfettamente identico?

“Un corpo mai morto… non è mai morto perchè non è mai stato vivo… una faccia in bianco, vuota, che aspetta la seconda impronta per essere finita… “

Presto si scopre che le “cose” possiedono un loro ciclo vitale: nascono come semi di grandi baccelli, si nascondono negli scantinati delle case di Santa Mira dove gradualmente evolvono e assumono le sembianze di coloro che le abitano, cogliendoli nel sonno.
Miles e Becky, la cui storia d’amore costituisce l’unica isola apparentemente indenne dal sospetto, non possono più fidarsi di nessuno, persino le strade della cittadina in cui sono cresciuti appaiono trasfigurate, le finestre delle case come maligni occhi che spiano; la tentazione più forte sarà quella di lasciarsi andare, di fermarsi e riposare, di rifugiarsi nel sonno: ma il sonno è mortale, addormentarsi vuol dire lasciare spazio alle “cose”.
Ma chi sarà l’originale, chi il doppio? Da dove vengono queste creature e qual’è il loro progetto?
Tipico romanzo “paranoide”, un genere popolare negli anni ’50, The Body Snatchers ha molti aspetti del racconto fantastico e la scienza vi ricopre un ruolo limitato: potremmo considerarlo un romanzo dell’occulto, che prende a pretesto la mania degli UFO allora imperante, e abbia, come contesto, l’atteggiamento sospettoso della società americana, segnata dall’incubo dello spionaggio sovietico come dalla caccia alle streghe.
Le streghe del romanzo sono gli abitanti di Santa Mira che ad un certo punto smettono di comportarsi secondo i canoni accettati, non reagiscono con emozioni appropriate nè si dedicano ad attività sociali o economiche: semplicemente vivono, perchè questo è lo scopo di tutti gli esseri, propagarsi ed esistere senza bisogno di altre giustificazioni.
La vita come fine in sè, pacata e senza scosse emotive, è naturalmente un ideale filosofico, ma è inaccettabile dal punto di vista dell’americano medio nel XX secolo: la Civiltà dei doppioni contro la Civiltà degli individualisti, la Civiltà della collettività sopra tutto contro quella del libero arbitrio.
Jack Finney racconta la sua moderna storia di magia intrecciando i temi della strega, del controllo della volontà, del dominio sulla materia e della volontà di potenza; dipinge un ritratto crudele della spersonalizzazione che la vita moderna ha determinato.
Un libro eccezionale nella sua modernità: la modernità della disumanizzazione, della paranoia, della impossibilità a riconoscere e a essere riconosciuti.
Una descrizione, quella dell’amico trasformato, che sembra tratta dall’esperienza clinica di un reparto psichiatrico, la rappresentazione più inquietante del folle, dell’alienato: al confine tra la vita e la morte, incapace di provare emozioni, solo una caricatura delle emozioni.
La minaccia sembra arrivi da altri mondi, ma forse pianeti lontani orbitano negli angoli inesplorati del nostro cervello; forse davvero la “cosa” non esiste, non è mai esistita nella realtà, pur avendone tutte le qualità.
Tranne le emozioni.

1 Comment
  • Todomeda

    Concordo e quoto appieno (bella recensione, sopratutto forbita di vocaboli, complimenti).
    Tra l’altro ne hanno fatto molte trasposizioni cinematografiche, indimenticabile quella del ’56, da dimenticare, una delle ultime realizzata, fine anni ’90, non ricordo il titolo… sappiate comunque che alla fine verremo tutti attaccati dai Gremlins, guardatevi le spalle! >_<