Kodomo no Hi, il giorno dei bambini

Il 5 maggio, in Giappone, è il Giorno dei Bambini (Kodomo no Hi 子供の日), dedicato alla celebrazione della felicità dei più piccoli, un’occasione per esprimere ringraziamento per la loro crescita in salute e di preghiera per preservarli dalle malattie e dalle influenze negative.
Questo giorno divenne “festa nazionale” nel 1948, si svolge ogni anno il 5 maggio (il quinto giorno del quinto mese) e fa parte della Golden Week.
La giornata ha un’origine molto antica e, inizialmente, era conosciuta come Tango no Sekku (端午の節句): era una festa delle antiche tradizioni rurali, che segnava l’inizio dell’estate e della stagione delle piogge.
Si svolgeva a maggio, che è il mese in cui gli insetti fanno le loro prime apparizioni danneggiando le piante: a partire dai primi giorni del mese, i contadini cercavano di scacciarli spaventandoli con striscioni coloratissimi e figure grottesche.
Con il passare degli anni queste figure assunsero fisionomie sempre più definite fino a diventare riproduzioni di famosi guerrieri per la loro forza in combattimento; poichè le miniature di questi samurai erano costruite artigianalmente, per evitare di danneggiarle si iniziò a esporle all’interno delle case: in tal modo, esse persero il loro compito originario e diventarono una sorta di amuleto per tenere lontano gli spiriti maligni dai ragazzi.
Dall’epoca Tokugawa (1603-1867), la festa diventò una delle più importanti dell’anno per le famiglie, ma era una giornata dedicata esclusivamente ai ragazzi, mentre lHina Matsuri (雛祭り), che ancora oggi viene celebrato il 3 marzo, era la giornata delle bambine.
Nel 1948, il governo decretò, il 5 maggio, festa nazionale per celebrare tutti i bambini, maschi e femmine, e la festa fu rinominata Kodomo no Hi.
Oggi, il fulcro della festa è negli striscioni a forma di carpa, i koi-nobori (鯉幟): enormi carpe di carta o stoffa, simboleggianti la tenacia, il valore e la resistenza, vengono issate su alti pennoni nei giardini delle case.
Secondo un’antica leggenda cinese, infatti, le carpe sono capaci di nuotare contro corrente e di risalire altissime cascate, trasformandosi in draghi possenti: così i koi-nobori nuotano contro vento e rappresentano l’augurio che anche i bambini crescano tenaci e robusti come le carpe.
In casa, vengono esposte le bambole raffiguranti generali dell’epoca feudale, spade, armature ed elmi; in molte regioni, i ragazzi vengono fatti passare all’interno delle carpe di carta, dalla bocca alla coda, come gesto porta fortuna.
Altri aspetti caratterizzanti la festa del 5 maggio sono gli aquiloni, i kashiwamochi (dolci di riso farciti con pasta di fagioli dolci avvolti in foglie di quercia) che vengono distribuiti a vicini e amici, e i chimaki (dolcetti di riso avvolti in foglie di bambù mangiati solitamente in famiglia).
Secondo la tradizione più antica, ai ragazzi viene fatto il bagno mettendo nell’acqua dei petali di iris: si crede, infatti, che tali petali abbiano la capacità di espellere malattie e influssi malefici.

3 Comments
  • Pingback: Lamù, la ragazza dello spazio | Miso Journal()

  • Puoi tranquillamente riportare l’articolo, basta che citi la fonte. ^_^
    Sono molto contenta ti sia piaciuto!

  • C’è amore per la natura, per i bimbi, le tradizioni, la stagionalità, la spiritualità: c’è tutto. Mi piacerebbe riprendere questo articolo, integralmente, su LifeGate…