Titolo originale: 下妻 物語 Shimotsuma Monogatari
Regista: Tetsuya Nakashima
Genere: commedia
Anno: 2004
Produzione: Giappone

Momoko vive a Shimotsuma (cittadina in provincia di Tokyo) con una nonna alquanto strana e un padre yakuza fallito. Il film si apre con un flashback in cui viene ripercorsa la vita della ragazza, incentrandosi soprattutto sull’ultimo anno: questo, infatti, è segnato dall’amicizia/incomprensione con Ichigo, una quasi coetanea che fa parte di un gruppo di giovani bikers riot grrrls, le Yankees come le chiamano in Giappone.

Le due si incontrano per una questione di abbigliamento: Momoko, dopo aver trovato vestiti contraffatti creati dal padre, cerca di piazzarli su internet, per guadagnare la somma elevata che le serve per comprare i suoi abiti da Baby the stars shine bright (negozio di vestiti lolita), e Ichigo risponde all’annuncio.

Tutta la storia ruota intorno alle due ragazze e alla loro improbabile amicizia: Momoko è una lolita solitaria, stralunata e legata ad un immaginario mondo settecentesco che, in realtà, cela un carattere freddo, cinico e razionale; Ichigo è, invece, una riot grrrl mascolina, violenta, ribelle, sboccatissima e graffiante, sempre in sella alla sua motocicletta e devota ammiratrice della leader della sua gang di motocicliste Ponytails.

Il titolo originale, Shimotsuna Monogatari, si può tradurre come La storia di Shimotsuna, ovvero il palcoscenico della vicenda che è uno scontro di stili e modi di essere: una storia né scontata né banale che, sotto le sue immagini plastificate e deliziosamente kitsch, possiede il non facile pregio di riuscire a marcare bene la questione dell’essere e dell’apparire senza cadere nel fazioso né nel pedante. Sotto la sua patina di commedia surreale, apparentemente diretta al solo intrattenimento, troviamo una godibile riflessione su molti temi legati alla società nipponica contemporanea: il disagio giovanile, la difficoltà nei rapporti familiari, il lavoro che genera alienazione, la massificazione dell’individuo.

Momoko e Ichigo sono lo specchio della gioventù giapponese: la prima, amante della musica classica, ricamo e vestiti lolita, la seconda, indisciplinata, grezza e in cerca di guai. Eppure l’apparenza non è lo specchio del loro vero essere. Momoko si dimostra molto più matura e sicura di Ichigo, vivendo la sua vita con coerenza e portando avanti con coraggio il suo universo di sogno: il suo modo di porsi di fronte alla vita non le fa sentire la mancanza di nessuno, la sua debolezza fisica nasconde una grande forza interiore e le sue momentanee fughe dalla realtà le permettono di non lamentarsi di una situazione di vita che non sente sua.


Molto brava Kyoko Fukada, già notissima idol, che nel film incarna perfettamente le fattezze della ragazza sognatrice: tra svenimenti settecenteschi ed uscite al bar con in cuffia Strauss, Fukada appare incredibilmente simpatica e piacevole quanto una bambola in un mondo che non è il suo. Nota di merito anche ad Anna Tsuchiya, nell’interpretare il ruolo non così immediato della riot grrrl: ragazza ribelle, violenta, irrispettosa, in realtà molto sola e costantemente alla ricerca di amicizia e confronto con gli altri.

Il film ha una colonna sonora eccezionale e adattissima (firmata da Yoko Kanno), una regia azzeccata, scene divertentissime che si alternano ad altre un pò tristi (anche se non si cade mai nel melodrammatico), personaggi buffi e divertenti ma con una loro storia alle spalle e, come sfondo, le strade di Tokyo e dintorni campagnoli.

1 Comment
  • Concordo con tutto quello che hai sapientemente riportato.
    Il film è decisamente bello (l’ho visto 3 volte XD) e le protagoniste sono praticamente perfette.

    Consiglio caldamente la visione, magari in lingua originale con i sottotitoli.

    P.S.: Ottima recensione