Notte rock alla Stazione Birra

E’ stato uno di quei giorni da ricordare. Quando tutto sembra andare con il tasto premuto su “avanti veloce“, e non posso stare ferma perché una leggera agitazione sotto pelle mi impedisce di rilassarmi.

Ovviamente c’è la sveglia che proprio quella mattina non suona, ci vestiamo e corriamo al sound check ancora con le pieghe del cuscino sulla guancia. Il locale è davvero grande, più di tutti quelli in cui ho mai suonato prima d’ora. Ci sono già altre band a provare, iniziano a rombare i bassi e arriva il formicolio dell’adrenalina. Nei momenti di silenzio ne approfitto per girare il locale ancora vuoto. Dopo il nostro turno si torna a casa con la mente già protesa verso l’ora in cui dovremo davvero salire sul palco.

Quando torniamo alla Stazione Birra la trovo totalmente cambiata: i suoni sembrano rompere l’aria e una folla vociante riempie tutto il locale. Dopo ogni esibizione, le band restano sul palco per ascoltare il giudizio della giuria, composta di tre stranieri e un produttore italiano: non ci vanno per il sottile, fanno tante critiche e l’ansia sale pensando che dopo toccherà a noi.

Restiamo nei camerini in attesa, poi passiamo dietro il backstage e ci fermiamo nelle luci al neon fortissime dietro le quinte. Alla fine, usciamo sul palco e iniziamo il nostro concerto, quello tanto atteso, arrivato dopo le due fase precedenti del festival, dopo lo Zoobar e il Black Out.

Nonostante i soliti problemi (una corda che salta, un cavo che non va) suoniamo le nostre canzoni sentendole davvero, saltellando a ritmo di musica (e facendo linguacce come la sottoscritta). Anche se ci aspettavamo il peggio visti i precedenti con le altre band, la giuria non ci fa una critica, ma anzi loda moltissimo il cantante e il batterista (e anche un po’ me!).

Dopo c’è una lunga attesa, mentre altre band si esibiscono a un volume che diventa sempre più impossibile da reggere, tanto che ci spostiamo al piano di sopra. E’ l’una passata quando finalmente viene detta la classifica: su 16 band siamo arrivati 5° e… io vinco il premio come miglior bassista! (°-°) Sono rimasta davvero a bocca aperta!
In fondo al post trovate la foto in cui mi assegnano il premio: un mega amplificatore per basso!

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Se volete vedere tutte le foto della serata, ecco l’album sulla nostra pagina FB -> Itten Circle alla Stazione Birra (in continuo aggiornamento, dato che stavolta abbiamo centinaia di foto! °_°)

Qui sotto, invece, c’è una mia selezione personale delle foto che preferisco. Enjoy! 😀

Let's have fun!



Bass Girl~

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Qui trovate tutte le foto su Instagram targate #IttenCircle: statigr.am/tag/ittencircle
La pagina ufficiale del mio gruppo su FB: facebook.com/ittencircle

 

4 Comments
  • Fulvio

    C’ero anche io, come supporter dei Franky’s Head che sono comunque dei grandi, ma non ho potuto resistere ad applaudire anche voi. Avete un sound classico anni 70 ma allo stesso tempo e’ come sentire qualcosa di nuovo. Sono rimasto affascinato dal cantante e vorrei conoscere il titolo del secondo pezzo che avete suonato. A mio avviso meritate il successo impegnatevi e sono sicuro che arriverete.
    Fulvio

    • Wow, grazie mille! 😀
      Riferisco i complimenti, saranno tutti molto contenti!
      Il titolo del secondo brano è “Ma Tu”.
      Puoi seguirci su FB e MySpace, dove trovi anche qualche registrazione.

      Ancora grazie!

  • Leggere questo articolo è stato come vivere l’emozione in prima persona.
    L’esperienza del palco è sempre un mondo a se . Vivere quello che succede prima , il passare dei minuti condividendo l’emozione con tutti i presenti sino al primo minuto prima di salire e oltrepassare quella linea che divide i due mondi ..
    Finalmente su tutto scorre , tutte le energie si concentrano e dai il meglio di te . L’adrenalina ti dà carica , l’ansia costruttiva ti protegge.
    E’ stata anche questa un’esperienza che non posso scordare mai…
    I miei complimenti , Giovanni