Intervista ad Akira Toriyama

Questa intervista è stata rilasciata dal maestro il 21 aprile 1995 ed è contenuta nel libro Dragon Ball Complete Illustrations.

Mi piacerebbe farle domande riguardanti soprattutto il suo lavoro grafico. Per esempio, ho l’impressione che quando ha iniziato a disegnare Dragon Ball si sforzasse di utilizzare uno stile che fosse differente da quello di Dottor Slump, la serie che aveva realizzato prima.
Sì, è vero. Non mi piace lavorare sempre con lo stesso stile, e in genere lo modifico per adattarlo alla storia. Tuttavia, se adesso mi chiedessero di disegnare con lo stile di Dottor Slump, sarei in grado di disegnare le stesse forme arrotondate.
Alla fine di Dragon Ball mi interessava maggiormente pensare all’evolversi della storia che al disegno in sé, e così non mettevo nelle mie pagine la forza che avevo agli inizi. Più la lotta era accanita, e più le linee diventavano stilizzate e il tratto sincopato. Non mi piace disegnare sempre alla stessa maniera: in realtà sono un po’ capriccioso. Quando leggo la lettera di un fan che mi dice: “mi piaceva di più come disegnavi prima” penso: “allora adesso disegnerò in modo ancor più spontaneo”.
All’inizio non avevo molta confidenza con le scene di lotta, perchè in realtà non avevo mai fatto disegni in cui c’erano molti movimenti; ero più che altro un illustratore. Per questo motivo, ho avuto molte difficoltà a disegnare il primo Torneo Tenkaichi.

Sappiamo che nel suo studio non ci sono modelli. Quando ha disegnato le sue prime scene di lotta si è ispirato a qualcosa in particolare?
Bè… non mi ricordo molto bene, però posso dirle che copiare da altri disegnatori non è nel mio stile. E’ possibile che ricordino delle scene di lotta che ho visto tanti anni fa. In realtà, credo che siano i film a darmi degli spunti, mi è sempre piaciuto andare al cinema.

Vede ancora molti film?
No, veramente non vado al cinema da quando è nato mio figlio. Però ho registrato su videocassetta la maggior parte dei film stranieri che hanno trasmesso in tv, di qualunque genere essi fossero. Di solito metto su un film mentre lavoro, ma mai coi sottotitoli, altrimenti non riuscirei a disegnare. In questo modo posso lavorare, e quando dai suoni intuisco che sta succedendo qualcosa di interessante do un’occhiata. A volte ho davvero voglia di guardarmi un film, quindi lo guardo con attenzione, e in genere mi diverto già appena inizia.

Qualcuno di questi film l’ha ispirata per Dragon Ball?
No, non credo proprio. Generalmente, le loro tematiche non sono applicabili alla storia di Dragon Ball, però possono avermi ispirato nel modo di presentare certe cose, nell’aspetto visivo. Per esempio, nel caso delle esplosioni, non è semplicemente “Boom!”, ma prima si vede una luce, e il suono – il “Boom!” – viene dopo.

Questo tipo di narrazione cinematografica è abituale nelle scene di lotta.
Per questo, mi ispiro molto anche al ritmo che hanno le scene di lotta nei film di Jackie Chan. Poi utilizzo dei modelli quando devo disegnare una macchina o un aereo. In questo caso i modellini sono molto utili, perchè se per esempio bisogna disegnare una macchina, permettono di guardarla da tutte le angolazioni.

Le sue deformazioni di macchine e aerei per il manga sembrano fantastiche.
Sì? Disegnare queste cose dalla forma estremamente realistica richiede molto tempo, e se non lo fai perfettamente, il risultato non è soddisfacente. Al contrario, se realizzi un disegno deformato, anche se alla fine risulta un po’ diverso dal modello, non succede niente. E’ molto più semplice, e siccome ciò che mi interessa è far procedere la storia, risulta molto pratico. Inoltre, dato che i miei sono manga umoristici, i personaggi sono sempre un po’ caricaturali, e sarebbe strano se tutto il resto non lo fosse.In Dragon Ball, oltrei ai veicoli creati in base ad altri che esistono realmente, ne appaiono anche molti che sono completamente originali, vero?
Credo che quando devo inventarmi veicoli originali sia il momento in cui mi diverto di più!
Prima di iniziare a disegnarli, devo pensare a dove si sale, dove si trova il motore, e così via. Quando disegno macchine e altri veicoli che esistono nella realtà, devo guardare molte volte il modellino; invece, quando si tratta di macchine ideate da me, nessuno può dirmi: “Ehi, questo non è fatto così!”. Le ho inventate io, quindi vanno bene come sono.

Torniamo al disegno, in particolare al colore. Quali materiali usa per colorare le sue illustrazioni?
Uso inchiostri colorati. Me lo suggerì alcuni anni fa una disegnatrice di shōjo manga. Prima utilizzavo i classici pennarelli. Quando lavoravo con quelli, li strizzavo per mettere l’inchiostro in un piatto e mescolarlo con acqua. Però quando dovevo colorare una supercie estesa, questo metodo risultava molto laborioso.
La disegnatrice mi ha detto: “Perchè non usi gli inchiostri?”, e io ho pensato: “Ah, che buona idea! Potrei colorare senza dover stare a strizzare per delle ore!”

Qual’è il colore che le piace di più, signor Toriyama?
Mi piace il verde, il verde italiano. E mi piacciono anche il giallo e l’arancio.

Il giallo e l’arancio… sono i colori dell’uniforme di Goku.
Sì, però non li ho scelti in base al mio gusto personale, ma perchè sono i colori dell’uniforme d’allenamento dei monaci cinesi. Sono i due colori che si usano in Cina per le celebrazioni.

Quando crea un nuovo personaggio, a cosa pensa in primo luogo, alla sua personalità o al suo aspetto?
Per prima cosa penso bene alla trama generale della storia, che è quella che determina come saranno i personaggi, e, alla fine, faccio i disegni. Questo è l’ordine che seguo.
A volte mi capita di pentirmi dell’aspetto di un personaggio. Per esempio, nel caso di Cell mi sono accorto troppo tardi di quanto mi fossi complicato la vita, perchè a lungo andare mi dimenticavo di colorare le macchioline che ha su tutto il corpo. Mi è successo parecchie volte. E non è che non mi piacciano i disegni di questo tipo, mi piacciono davvero, però risultano scomodi, perchè devo inserirli io stesso.

Quando pensa all’aspetto e al vestiario di un personaggio e lo disegna prima in bianco e nero, ha già deciso di che colore sarà?
Mmmm… bè, non è che lo decida in anticipo. Quando arriva il momento d mettere il colore, mi dico: “questo deve essere così!”. Però, siccome non vado mai a controllare come avevo colorato il personaggio nelle occasioni precedenti, a volte i colori variano molto.

Questo libro presenta le sue illustrazioni in ordine cronologico, e si vede chiaramente che lo stile e la maniera di usare il colore cambiano di anno in anno.
Non è una cosa intenzionale. Cambiano senza che io stesso me ne renda conto. Però, quando guardo un originale di un anno prima, non posso fare a meno di pensare che sia un lavoro mediocre.

Solo di un anno prima?
Sì. Sicumente mi sto evolvendo. Già poco tempo dopo averli realizzati, reputo i miei disegni eseguiti male. Dopo soli sei mesi, trovo che i miei disegni lascino molto a desiderare, e negli originali a colori di solito trovo molti difetti immediatamente dopo averli colorati.

Davvero?
Se avessi tempo, mi piacerebbe rifarli, però il tempo mi manca sempre.

Ha anche cambiato il modo di applicare il colore.
Sì. Tempo fa, la lucentezza dei capelli la facevo sfumata, però richiedeva molto tempo. Quando nel 1989 feci Kosuke-sama e Rikimaru-sama per il Festival di Disegni Animati di “Jump”, vidi i disegni di Toyoo Ashida, e pensai che il modo di utilizzare le luci e le ombre nei suoi disegni animati non fosse niente male, così iniziai a dipingere in una maniera più dura, con maggiori contrasti di colore. Ashida è una persona per la quale provo una grande ammirazione.

Come decide di che colore fare le diverse cose? Prova prima con diversi colori?
Generalmente metto il colore direttamente. Di solito dipingo prima le superfici più estese, e in seguito coloro gli altri dettagli in funzione di quelle. Nel caso di Goku, i cui colori sono fissi, dipingo gli sfondi in base ad essi.

Quando realizza un’illustrazione, esegue tutto il processo di seguito dal disegno in bianco e nero alla colorazione?
Normalmente faccio tutto di seguito. Quando inizio a disegnare, mi concentro totalmente in ciò che sto facendo senza nemmeno accorgermi di ciò che succede intorno a me finchè non ho finito. Una volta stavo disegnando un’illustrazione, e la mano iniziò a tremare. “Che strano”, ho pensato, “Cosa mi starà succedendo?”, in quel momento mi accorsi che la tavola si stava muovendo: “Ah, caspita, forse è il terremoto!” Di solito continuo a disegnare finchè non finisco il disegno, anche se mi tocca rubare ore al sonno. Se lo lascio a metà, non riesco a dormire… sono talmente poco abituato a lasciarlo in sospeso, che a volte continuo a disegnare in sogno, e quando mi sveglio al mattino dico: “Devo sbrigarmi, nel sogno l’avevo già terminato!”

Infine, quali sono le illustrazioni che le piacciono di più di tutte quelle che ha realizzato in questi dieci anni di Dragon Ball?
Mi piace quella in cui Goku e Gohan sono su un’Harley con le zampe (pag. 78, n. 140 del libro). Questa è l’unica illustrazione che mi piaccia veramente.

Una sola illustrazione in dieci anni?
Che io ricordi, questa è l’unica in cui sia la composizione, sia la colorazione sono ben eseguiti.

Però, se dice così, sembra che la sua evoluzione culmini in questa illustrazione…
In generale, non credo che i miei disegni siano una gran cosa.
Ciò che mi dà più fastidio quando disegno è non poter ottenere una forma espressiva che sorprenda per il suo essere rivoluzionaria. Credo che debba esistere un nuovo modo di esprimersi con il disegno, una nuovo maniera di combinare i colori, di creare immagini. Però ho un carattere strano: quando decido di fare qualcosa, mi ci dedico completamente, ma mi annoio subito. Vorrei essere capace di disegnare sempre con lo stesso stile, però non mi piace lavorare sempre allo stesso modo; mi stufo. E’ questa la ragione dei miei insuccessi; mi vengono dei disegni che a me personalmente non piacciono.
Però riflettere sui nostri sbagli è proprio ciò che ci fa migliorare, e io sono uno di quelli che riflettono. (ride)

3 Comments
  • Mirko

    Devo fare i miei migliori complimenti a questo uomo che ha creato la sua più grande storia di tutti i tempi, anche se lui vede nei suoi lavori una cosa non riuscita bene, ha conquista il cuore di una generazione che continua, regalandoci emozioni forti e commoventi. E’ un dispiacere che forse non ci sarà più un seguito della storia incredibile di Dragon Ball, ma è diventata una storia, una saga, un avvenimento che non può essere copiato ne trasformato. Ha descritto dettaglio per dettaglio la vita di un uomo fantastico, quella di Goku come un comune mortale con un immenso potere, ma che è destinato a seguire il ciclo della vita, ed è proprio grazie a questo che la storia non ha più senso di proseguire. Ha raccontato una leggenda che resterà sempre nel cuore di tutte le persone e farà rivivere l’infanzia di quei momenti ogni qualvolta si sentirà parlare anche solo di un personaggio importate o no che sia della saga di Dragon Ball. GRAZIE Akira Toriyama! Ci hai fatto sognare e lo fai ancora adesso! GRAZIE

  • Purtroppo il maestro è rimasto schiacciato dalla sua opera più famosa… lo disse lui stesso che portare avanti la serie per dieci anni gli costò una fatica incredibile e per questo non vuole dedicarsi più a manga a lunga scadenza.
    Il suo talento è innegabile sia per le storie che per il disegno, personalmente lo stimo moltissimo e mi fa tenerezza questa sua modestia.

  • Todomeda

    Trovo che dopo quasi 15 anni, Toriyama sia rimasto dello stesso pensiero, con una gravissima flessione a livello lavorativo (in negativo)…
    La colpa è pure di coloro che continuano a chiedergli Dragon Ball.
    Trovo che alcune sue storie brevi siano interessantissime! Peccato che non si dedichi più alle storie umoristiche di una volta…