Titolo originale: 天空 の エスカフローネ Tenku no Escaflowne
Regista: Kazuki Akane
Autore e sceneggiatore: Shoji Kawamori
Character Design: Nobuteru Yuki
Studio di produzione: Sunrise
Anno: 1996
Puntate: 26

Hitomi Kanzaki, 15 anni, è una liceale membro del club di atletica leggera e innamorata del senpai Amano: tra le sue compagne di classe è famosa per l’abilità di prevedere il futuro con i tarocchi, capacità che le permette di avere visioni.
Quando scopre che Amano deve trasferirsi in un’altra città, decide di dichiararsi e gli chiede un bacio se riuscirà a correre i 100 metri in 13 secondi; durante la corsa, però, ha una strana visione e dal nulla appaiono un ragazzo armato di spada e un drago: dopo una pericolosa lotta, il ragazzo uccide il drago e in una colonna di luce lui ed Hitomi vengono trasportati sul mondo di Gaea, dove la Luna e la Terra, conosciuta come la “Luna dell’Illusione”, splendono nel cielo.
Il ragazzo di presenta come Van, principe di Fanelia, e la conduce con sè alla capitale dove deve essere incoronato Re per aver conquistato il Drag Energist, ma durante il rito di incoronazione, l’Impero di Zaibach lancia l’invasione con un esercito di Guymelef capitanato dal giovane e sadico Dilandau e Van è costretto ad attivare l’Escaflowne, il leggendario Guymelef bianco prottettore di Fanelia; i due ragazzi vengono trasportati via e atterrano lontani in una foresta, dove incontrano Allen Shezar, biondo cavaliere di Asturia e abile spadaccino, di cui Hitomi si innamora a prima vista, anche per la notevole somiglianza con il senpai Amano.

“È stato un sogno? O forse un’illusione?
Il regno di Fanelia divorato dalle fiamme. E nel caldo soffocante, di nuovo quella luce, che mi cattura e mi porta nel cielo insieme a lui, sì… questa è Gaea.
Uno strano mondo nel cui cielo risplendono la Luna e la Terra”.

Il mondo di Gaea è diverso dalla Terra: magico ed incantato, in una fusione di tecnologia e magia, è abitato da strani incroci uomo/animale, come le donne-gatto o gli uomini-cane, ma è anche molto pericoloso, scosso da una terribile guerra tra il potente Impero di Zaibach e tutti gli altri piccoli regni.
Gli scontri bellici sono condotti con i Guymelf, possenti esoscheletri a metà tra il magico ed il meccanico, pilotati dai guerrieri ed animati dai Drag Energist, pietre estratte dai corpi dei draghi; Hitomi conoscerà tanti personaggi dall’oscuro passato e troverà chi è disposto ad aiutarla: Van Fanel, giovane Re costretto a vagabondare dopo la distruzione della sua terra, Merle, ragazza-gatto innamorata di Van, Allen Shezar, costretto ad abbandonare la sua città per scoprire i reali obiettivi dell’Imperatore Dornkirk, Millerna Aston, giovane e viziata principessina di Asturia, innamorata di Allen, Folken Fanel, fratello maggiore di Van, considerato un traditore per essere fuggito durante la caccia al drago, ora al servizio di Dornkirk per oscuri motivi.
Tra Allen e Van si crea ben presto una rivalità nei confronti di Hitomi, triangolo poi complicato dalla presenza di ulteriori vertici; ma l’interesse per Hitomi, da parte di tutti i personaggi, deriva dalle sue straordinarie capacità sensitive, venate di misticismo, simbolismo e surrealismo, che si intrecciano sempre più con i combattimenti: la ragazza riesce, infatti, ad avvertire la presenza dei nemici anche quando questi non si vedono e a trovare le persone grazie al suo strano ciondolo e riesce a prevedere il futuro e l’oscuro movimento del destino tramite i suoi tarocchi.
Un destino che sembra immutabile per tutti i protagonisti, e legato agli enigmi del passato del mondo di Gaea, di Hitomi e di tutti gli altri personaggi: Van e Hitomi, insieme ad alleati e nemici che incontreranno durante il loro cammino, dovranno cercare di sopravvivere, evitando che la guerra porti alla distruzione del mondo di Gaea.
Nel sapore epico dei personaggi, nei loro gesti e nel loro parlare, ci viene raccontato un mondo diverso, dove l’azione diventa mito ed il simbolo è ancora gonfio di significato: sotto lo scenario di guerra scorrono le grandi tematiche che saranno le rivelazioni finali, come il ricordo della perduta civiltà di Atlantide, la costruzione della macchina di predizione del destino, che permette di realizzare qualunque desiderio, e la ricerca di un mondo perfetto, l’Utopia.
Per quanto riguarda le animazioni, le scene di combattimento sono dinamiche ed incredibilmente fluide per una serie televisiva, quasi mai confuse e sempre avvincenti: in esse ammiriamo non soltanto la bravura degli animatori o l’esaltazione dell’azione ma riusciamo a sentire la tensione, la rabbia e la disperazione di personaggi, non vuoti stereotipi ma vivi con tutto il loro dramma interiore.
Sebbene siano dei tipi ben codificati (l’eroina indifesa, il guerriero giovane e imprudente, il principe raffinato ma dal passato oscuro, ecc), i personaggi hanno una loro precisa caratterizzazione e la psicologia esige il suo spazio; i dialoghi divengono sempre più introspettivi ed anche tramite i silenzi e le frasi spezzate i caratteri acquistano spessore; il design dei personaggi, pur rientrando appieno nei canoni nipponici, risulta forse troppo spigoloso con nasi scomodamente lunghi, tuttavia ben presto diviene estremamente espressivo e dinamico per la storia che si propone di raccontare.
L’ottima colonna sonora dell’anime è composta dalla bravissima Yoko Kanno e da Hajime Mizoguchi, incorporando una grande quantità di stili diversi, che vanno dalla musica contemporanea a quella classica, passando persino ai canti gregoriani: il tema della battaglia è eseguito dall’Orchestra Filamornica di Varsavia.
Alcune curiosità: il titolo originale giapponese “Tenku no Escaflowne” sarebbe dovuto essere tradotto “Escaflowne del cielo”, mentre per un disguido linguistico è avvenuto il contrario; l’Imperatore Dornkirk si può probabilmente identificare con Isaac Newton, che fu anche alchimista.
Dall’anime sono stati tratti due manga in due versioni, per ragazzi (shonen) e per ragazze (shōjo), datati 1994 e 1996: il primo precede la serie animata poichè Shoji Kawamori e la Sunrise hanno avuto in cantiere per parecchi anni la storia e prima ancora che fosse trasmessa la Kadokawa la utilizzò per il suo settimanale a fumetti.
La versione shonen è scadente sotto tutti i punti di vista, con disegni approssimativi e una storia troppo semplificata, mentre il manga per ragazze ha un tratto più delicato unito ad una storia introspettiva e adulta, che bada più alla psicologia dei personaggi che ai combattimenti; entrambi i manga presentano parecchie differenze rispetto all’anime e sia la storia che il desing subiscono mutamenti essenziali.
Dalla serie è stato tratto anche un film di 90 minuti rilasciato in Giappone nel 2000, prodotto dalla Sunrise e diretto da Kazuki Akane, in cui figura un nuovo character design e una maggiore concentrazione sulla psicologia della protagonista: Hitomi, nel film, è una ragazza depressa con tendenze suicide e il mondo di Gaea è ridisegnato per avere un aspetto molto più orientale.

0 Comments