L’estate a Vancouver non è l’estate come la ricordavo

L’estate a Roma è stata l’estate un po’ di tutta la vita, fino allo scorso anno.

Era l’estate da bambina, quando finita la scuola lasciavo Roma per fuggire sulla costa poco distante, momenti di pura libertà diventati simboli di un tempo lontano, mitizzato nei ricordi d’infanzia.

Era l’estate da studentessa e, poi, da adulta, afosa, lenta e (troppo) noiosa, appesantita da un senso di vuoto in attesa di settembre, quando si “poteva ricominciare“.
E cosí, in una Roma immersa in un’aria talmente calda da non poter respirare (e che mi rendeva insofferente a tutto), i mesi estivi passavano tra i soliti giorni in città, e quei (pochi) giorni che riuscivamo a ritagliare per noi, momenti di tempo sospeso, fatti di rumore di onde e frinire di cicale.

L’estate a Roma si poteva vivere solo di notte, a cercare il “fresco” per vie finalmente vuote, o (pensando di andare) altrove.

Poi, è arrivata l’estate canadese…

sabrina-miso-vancouver-2015

L’estate qui non è il rumore delle cicale,
non è la pasta con le vongole che mangiavo da piccola,
non è il caldo che ti preme a terra,
non è il silenzio immobile delle 2 di pomeriggio,
non è il gelato di notte a San Pietro,
non è alzarsi all’alba per andare al mare,
non è la spiaggia sempre piena di ombrelloni,
non è tre mesi di vacanza,ferie,nulla.

L’estate a Vancouver non è l’estate come me la ricordavo io.

È una stagione in cui la città brilla (di più), il sole scotta e il vento è fresco.

L’estate qui è
(continuare ad) andare al lavoro con vestiti leggeri (e un maglioncino per l’aria condizionata),

odore di BBQ, picnic al parco, gite al lago, weekend nei boschi, lungh(issim)e passeggiate,
le spiagge della città affacciate sulle montagne e incorniciate dagli alberi,
erba sotto ai piedi nudi, acqua fredda in cui provare a tuffarsi,
downtown brulicante di persone e di voci da tutto il mondo,
correre all’ombra degli alberi mentre bambini giocano a baseball,
fuochi di artificio tanto giganteschi da illuminare tutto il cielo notturno,

il sole che affonda dietro l’orizzonte alle 10 di sera, i tramonti più rosa,
e poi di notte, lungo il seawall, guardare le luci della città riflettersi sull’acqua. 

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Tutte le mie foto estive le trovate qui: Summer in Vancouver

instagram.com/sabrinamiso

6 Comments
  • vincenzo santamaria

    Che belle parole, complimenti

  • Pingback: Top Post dal mondo expat #agosto, prima parte | Mamma in Oriente | Mamma in Oriente()

  • Gilda Serafini

    Non sembra affatto male l’state a Vancouver!

  • Che bello ritrovarti, Sabrina!
    L’estate che descrivi è bellissima: io ormai non ne posso più del clima afoso della pianura padana e vedere queste foto – stupende, tra l’altro! – è un po’ come respirare un’aria diversa, fresca e pulita.
    Continua così!
    Un abbraccio,
    Eleonora

    • grazie mille, Eleonora! Volevo raccontare quello che per me è l’estate qui, cosí diversa da come “era” la mia estate.