C’erano le estati che sembravano spazi infiniti sospesi, parentesi dell’anno in cui le ore rallentavano e tutto il mio mondo era racchiuso tra una spiaggia e l’ombra di un albero.

L’estate da bambino è tanto attesa, come se fosse un foglio bianco alla fine del diario di scuola, che non vedi l’ora di riempire di colori e immagini. Un momento che non fa parte della normalità, un tempo più semplice dove vivere sentimenti più vivi e reali che in inverno la città sembra seppellire sotto libri e incombenze.

E la mia estate aveva il sapore salato del mare, la ruvidezza della sabbia su tutto il corpo, le risate del gruppo di bambini con cui passavo tre mesi esprimendo tutta la mia fantasia nei giochi d’acqua in cui eravamo sirene o pirati, poco importava.

Blue frames

C’erano le estati da liceale, quando finalmente la scuola era finita e avevo tre mesi che non sapevo cosa avrei potuto farci con tutto quel tempo. Le estati noiose, le estati rilassate, le estati dai pomeriggi al parco a chiacchierare, le estati passate a sognare paesi e futuri e a scrivere pensieri distanti.

C’erano le estati dell’università, le estati di viaggi in treno in due, le estati di corse in moto, le estati di tuffi in piscina e di tanti, troppi, intenti per l’autunno.

Ma mai nessuna estate è stata come questa, che nemmeno sembra un’estate, ma solo un tempo piovoso e umido in cui continuo a fare le stesse cose tutti i giorni, un intermezzo per quello che ci attenderà a settembre.

L’estate da bambino è un’altra cosa, e vorrei tanto sentire di nuovo quella gioia presente, priva di ansia per il tempo che va.

Nel blu, dipinto di blu~♪

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