C’era una volta la televisione. Era una grossa scatola dall’aspetto sgraziato che decideva cosa potevi guardare e quando. Ma, grazie a lei, la società fece passi da gigante verso la comunicazione mondiale di massa e l’abbattimento dei muri della distanza. Poi è arrivato internet, e la televisione è diventata un pezzo di arredamento dal sapore nostalgico (o, per lo meno, mi piacerebbe che fosse così). Mentre anni fa ci riunivamo sul divano in attesa della tanto agognata puntata di un telefilm tradotto male, adattato peggio e risalente ad almeno 5 anni prima, ora si può aspettare davanti allo schermo del computer lo streaming della puntata uscita dall’altra parte del globo il giorno precedente.
In questo primo articolo della serie “Who cares?“, (battuta del compianto Coach, vi dice niente?) voglio dunque parlare di una futilità di cui non posso più fare a meno: le serie televisive americane (e anche una o due inglesi, ma quella è un’altra storia).
Ecco quelle che sto visionando al momento, divise in ordine di categoria, seguite da mini-recensioni con un (personale) suggerimento se guardarle o no.
Drama
Fantasy/Science Fiction/Horror



Comedy




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Title: Mad Men
Network: AMC
Genre: drama
Year: 2007 – ongoing
Seasons: 4 (13 episodes each)
Production: USA
Serie storica ambientata negli anni d’oro di una New York seducente e scintillante. Negli anni ’60 emerge la classe rampante dei pubblicitari, chiamati per l’appunto “mad men“, che hanno gettato le basi del marketing moderno. Grandissimi interpreti danno vita a Don Draper, la moglie Betty, i colleghi in giacca e cravatta e le rispettive mogli dalle acconciature perfette, sempre con le sigarette accese. E, sebbene l’odio che ho per Don non si plachi (è un donnaiolo incallito, incapace di non andare a letto con qualunque donna gli capiti davanti), il personaggio è pervaso di un alone che affascina in modo inquietante. Mentre sullo sfondo scorrono le vicende che hanno segnato la storia moderna (il suicidio di Marilyn, l’assassinio di Kennedy, i discorsi di Martin Luther King e la guerra del Vietnam), i personaggi si muovono eleganti secondo le regole dell’epoca, che prevedeva una ferrea gerarchia sia tra i bianchi e i neri, che tra gli uomini e le donne. Serie vincitrice di Golden Globe ed Emmies per tre anni di fila, nonchè altri svariati premi, racconta con dovizia di particolari una società rigida che sembra distante ma in realtà è fin troppo vicina.
Worth watching? Sì se amate le serie storiche, gli uomini affascinanti d’altri tempi, gli abiti meravigliosi degli anni ’50-’60 e volete immergervi in un altro tempo per qualche ora. No se volete l’azione, vi annoiano i dialoghi tecnici e lunghi e non sopportate i mariti che tradiscono le mogli.
Title: FRINGE
Network: Fox
Genre: Science Fiction
Year: 2008 – ongoing
Seasons: 4 (20, 23, 22, 22 episodes)
Production: USA
Una serie di fantascienza, o di scienza ai confini della realtà (Fringe Science), in cui eventi apparentemente inspiegabili trovano spazio in un disegno più ampio che si scoprirà solo andando avanti con le stagioni. I personaggi coinvolti sono ormai diventati icone del panorama televisivo: Olivia, la bionda agente dell’FBI (soprannominata da me Rambo per la sua bravura nello stendere i nemici con due colpi), Peter (Pacey!) Bishop, ragazzo dall’alto quoziente intellettivo con poca voglia di vivere con stabilità , e infine Walter Bishop, il padre, scienziato (un po’) pazzo, che mentre smembra cadaveri succhia con innocenza un bastoncino di liquirizia.
Dalla mente geniale di J.J. Abrams (ricordate Lost, Star Trek, Alias?), una serie che finalmente riporta un po’ di sano mistero sul piccolo schermo e cerca di dare spiegazioni scientifiche a fenomeni che “potrebbero” verificarsi. Ma, sotto il livello di azione e suspance, quello che arriva al cuore è il rapporto spezzato che padre e figlio tentano di ricucire, i segreti non detti che lacerano la fiducia tanto duramente riconquistata, la voglia di aprirsi all’altro, di amare, anche se non sempre è possibile. Personaggi complessi, ottimi interpreti, una trama orizzontale che inizialmente procede a rilento per spingere poi sull’acceleratore, Fringe è questo e altro, ma non posso svelare nulla.
Worth watching? Consigliatissimo, se amate la scienza e i misteri, ma soprattutto se sentite la mancanza di serie come X-Files (oh, Mulder!). Se invece non vi va di stare troppo a pensare o non sopportate la fantascienza, non è per voi.
Title: The Vampire Diaries
Network: The CW
Genre: fantasy
Year: 2009 – ongoing
Seasons: 4 (22 episodes each)
Production: USA
Dopo che la storia d’amore (più tirata per le lunghe del secolo) tra un vampiro e un’umana ha scatenato crisi ormonali in milioni di (non solo) adolescenti, i vampiri sono tornati a occupare gli schermi televisivi e cinematografici con i loro denti affilati e il fascino senza tempo da “cattivi ragazzi”. E’ così che ci ritroviamo a Mystic Falls, cittadina con altissima concentrazione di esseri soprannaturali (un po’ come Bon Temps), dove Elena, una bella ragazza in lutto per la morte dei genitori, si ritrova invischiata in eventi più grandi di lei (e in cui si rischia sempre il collo) per colpa dei due fratelli Salvatore, Stefan e Damon, due scultorei e avvenenti vampiri di più di 100 anni. La storia d’amore combattuto tra lei e Stefan, e il feeling che ovviamente si creerà tra lei e Damon, non occupano l’intera vicenda, ma sono anzi solo il preludio e l’unico punto in comune con Twilight. TVD, infatti, riesce a far appassionare lo spettatore portando l’azione a tutti i personaggi (che non sono pochi), evitando che la storia annoi con continui colpi di scena e alcune trovate che reputo geniali (mi riferisco alla seconda stagione, ma non dico niente!).
Worth watching? Sono di parte, ma non posso che dire sì, guardatela e non lasciatevi ingannare dalle prime puntate.
Title: The Walking Dead
Network: AMC
Genre: horror
Year: 2010 – ongoing
Seasons: 2 (6, 13 episodes)
Production: USA
Il mondo come lo conosciamo è distrutto. I morti camminano (e corrono quando ti vedono) e si aggirano lamentosi e putrescenti per le città e le strade. In questo scenario apocalittico si muove un gruppetto di sopravvissuti, capitanato dal vice-sceriffo Rick, il cui risveglio dal coma nella prima puntata sa tanto di “28 giorni dopo” (film sugli zombie che consiglio). Al momento siamo alla seconda stagione, che trovo decisamente migliore della prima. Quello che più mi piace della serie, oltre agli zombie ovviamente (sono una grande fan!), sono gli interpreti: ottimi attori che rendono grandi i personaggi, comunicando perfettamente lo stato di panico e ansia quasi costante, in un mondo senza certezze e dove il male è sempre a un passo da te. Nel corso delle puntate, viene voglia di piangere insieme a loro o ci si sente sollevati quando si riesce a scampare al pericolo, perché il migliore insegnamento della serie è che mai ci si deve dare per vinti, anche in un mondo in cui i morti camminano e crescere dei bambini sembra impossibile, e che restando uniti ci sono più probabilità di sopravvivere ma anche più problemi da gestire.
Worth watching? Se siete fan del genere horror, zombie, non soffrite di ansia e apprezzate una storia ben scritta. Meglio di no se avete lo stomaco debole, non sopportate la vista del sangue o delle budella sparse sul pavimento, e vi spaventate facilmente.
Title: The Big Bang Theory
Network: CBS
Genre: comedy
Year: 2007 – ongoing
Seasons: 5 (17, 23, 23, 24 episodes)
Production: USA
Credo sia stata la novità per eccellenza nel recente panorama mediatico: una serie sui nerd per nerd o non. Dunque, senza scendere troppo nei dettagli, è la storia di un gruppo di ragazzi dall’alto quoziente intellettivo (e di conseguenza con uno scarsissimo successo con l’altro sesso), la cui vita verrà “sconvolta” dall’incontro con Penny, la nuova vicina, una bella bionda del Nebraska poco avvezza a far di conto ma molto pratica della vita. Ogni puntata è un’esplosione di gag, battute su Star Trek, Star Wars, i comics americani e le leggi della fisica, i vani (comici) tentativi dei nerd di approcciarsi alle ragazze e di sembrare disinvolti fuori del loro ambiente (e Rajh che soffre di mutismo davanti alle donne). Il personaggio che ha reso celebre la serie è Sheldon Cooper, ricercatore all’università ma totalmente estraneo alla razza umana: quoziente intellettivo altissimo, una madre fervente cattolica che gli canta “Soft Kitty” quando è malato, pieno di fobie verso qualsiasi cosa, ammiratore di Spok, è uno dei personaggi meglio riusciti del piccolo schermo e ci ha regalato alcune delle battute più memorabili (ricordate il vestito di Halloween da “effetto doppler” o il gioco “sasso, carta, forbici, lizard, spok“?).
Worth watching? Ovvio! La serie è arrivata alla quinta stagione, si è arricchita di personaggi, ha avuto dei cali (soprattutto nella terza stagione), ma rimane l’appuntamento settimanale più atteso con i miei nerd preferiti.
Title: Suburgatory
Network: ABC
Genre: comedy
Year: 2011 – ongoing
Season: 1 (22 episodes)
Production: USA
Che fareste se dal centro di New York foste costretti a trasferirvi in una casetta anonima nel centro di un ricco quartiere residenziale borghese dove l’evento più shockante è il rapimento di bambole dal viso di Shirley Temple? Io cercherei almeno di rubare una macchina per scappare. Tessa Altman (l’attrice ricorda Emma Stone e già solo questo me la fa adorare) si ritrova ingabbiata in questa realtà alienante e sebbene cerchi di far rinsavire il padre, non è che ce la metta proprio tutta. Carina la prima puntata che, come alcuni hanno fatto notare, ricorda Mean Girls: lo scontro tra due culture opposte lascia disorientata la povera Tessa, fuori posto con il suo stile grunge in questo mondo immacolato, che si ritrova sballottata tra luminosissimi centri commerciali e case con letti rosa shocking a baldacchino, e deve relazionarsi con Dalia, leader del solito gruppetto di bionde ragazzotte superficiali totalmente prive di buon senso. Purtroppo pur avendo buoni presupposti, la serie mi sta un po’ deludendo a cause di una sfilza di cliché che se proprio devono esserci, almeno potevano essere usati meglio.
Worth watching? Sì, se avete tempo libero e volete dare una chance a Tessa e ai sobborghi americani. Ma se volete una buona storia che faccia ridere veramente, allora provate le serie qui sotto.
Title: New Girl
Network: Fox
Genre: comedy
Year: 2011 – ongoing
Season: 1 (24 episodes)
Production: USA
«Who’s that girl? It’s Jess!». Ok, lo ammetto, lo canticchio in continuazione e di sicuro sarà il jingle più sentito dell’intera stagione. La nuova comedy con protagonista Zooey Deschanel, la ragazza con il più alto livello di adorabilità dello schermo, ha avuto la migliore campagna promozionale che abbia mai visto. Il primo episodio ha battuto il record di ascolti, Zooey nei panni di Jess Jess (Jessica Day) saltella e cinguetta per 20 minuti portando scompiglio nelle vite di tre ragazzi, ovviamente scapoli, ovviamente carini (Nick non è propriamente bello, ma è decisamente il mio tipo), ovviamente simpatici. Quanto vorrei vivere in una serie TV! Per ora, la storia ha girato un po’ su se stessa e se non fosse che Zooey riesce a far piacere qualsiasi cosa, il prodotto non sarebbe questo grande successo; sicuramente vanno sfruttati meglio i tre coinquilini: dopo la dipartita di Coach (da cui la battuta “Who cares?“) che mi ha spezzato il cuore, quello con più alto potenziale comico resta solo Schmidt. Però non posso fare a meno di attendere con impazienza le prossime puntate.
Worth watching? Consiglio assolutamente la visione, per rallegrare le giornate fredde e buie che ci attendono con una dose settimanale di Zooey.
Title: Modern Family
Network: ABC
Genre: comedy
Year: 2009 – ongoing
Seasons: 3 (24 episodes each)
Production: USA
Una famiglia moderna, allargata, in cui Jay si è risposato con una bella colombiana, Mitchell adotta una bambina vietnamita con il compagno, e Claire stile “casalinga disperata” deve vedersela con tre figli e un marito un po’ svampito. Tutto questo è Modern Family, una divertentissima comedy incentrata sulle vicende di una famiglia normale, casinista, allegra e unita, di cui chiunque vorrebbe fare parte (per la seconda volta, quanto vorrei vivere in una serie TV!).
Worth watching? Sì e ancora sì! La serie è arrivata alla terza stagione ed è riuscita a rendere ogni puntata divertente, senza alcun calo qualitativo. Se siete di cattivo umore, ecco la medicina perfetta.
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