Interview: Eleonora, would-be photographer in the U.S.

13 thoughts on “Interview: Eleonora, would-be photographer in the U.S.

  1. Ciao Eleonora ho letto la tua intervista e devo dire che mi ha colpito molto. Io sarei intenzionato a partire, dato che in estate mi laureo, e volevo avere da tre maggiori informazioni. Anche io adoro la fotografia e quello che più mi ha colpito è come ti sei data alla fotografia: dopo una cocente delusione in amore. Ecco vedi a me è successa la stessa cosa e ora non posso più rinunciare a fare foto :) … Sarebbe possibile parlare con te? Devo chiederti molte cose dato che anche io vorrò fare questo passo. Attendo una tua risposta. Lasciami una mail alla quale posso contattarti. Grazie mille.
    Marco

  2. Eleonora, ti ammiro e ti invidio anche un po’ :) )) Sono una signora in pensione ma ho vissuto a New York per dieci anni nella mia’ eta’ “verde” e mi porto dentro tuttora il carico emotivo di quella esperienza e delle esperienze ,purtroppo negative, in Italia(nonostante abbia lavorato in una bella azienda italio americana, mi sia sposata e le mie figlie siano ragazze anche loro gia’ “diverse ” , come lo ero io…
    Sei forte intraprendente e piena di emozione, che trasmetti!!!!
    Un forte abbraccio
    Maddy

  3. ciao Eleonora. vorrei farti alcune domande sulla tua esperienza e chiederti consigli anche perchè il 12 di luglio mi imbarco su un aereo pronta a fare un esperienza identica alla tua. diciamo che ti sto prendendo come punto di riferimento, dal punto di vista della volontà ovviamente.
    ho 18 anni e a giugno farò la maturità. é possibile se ti lascio la mia mail contattarti privatamente? grazie mille in ogni caso e tantissimi auguri. Carol Lerede

  4. una sola cosa mi sfugge di questa bella intervista, la scuola è costosissima, la casa è costosissima, la vita è costosissima, come fai a vivere con uno stipendio da cameriera?

    • perchè negli USA i camerieri vengono pagati con tips (mance) e non voglio entrare nel particolare, ma guadagno più di mia zia che in Italia è primario del reparto di ematologia al Sant’ Eugenio di Roma…. ah lavoro 5 gg a settimana di cui 2 doppi turni… ora capisci come faccio?

  5. Ciao!
    Complimenti per l’intervista, molto interessante!
    Anche io sono uno studente “espatriato” (siciliano ma trasferitosi da più di un mese in Svezia, Uppsala, per un master di ricerca di 2 anni) e capisco pienamente cosa si intenda quando si dice “PARTITE!!! Senza nemmeno pensarci più di tanto, scappate, anche se per poco tempo: vivere a contatto di una nuova cultura fa solo che bene, sempre!”
    Posso chiedere all’intervistata cosa intenda dire quando dice che L.A. è “agghiacciante”?
    Ho sempre avuto un mito per quella citta…
    Ciao ed in bocca al lupo a tutte e due!
    Giuseppe

    • LA è stata la più grande delusione della mia esperienza Californiana…. anche io la vedevo con un mito, poi ci sono stata, 2 volte… enorme, dispersiva, fredda, se non hai una macchina sei finito, la gente è superficiale e pensa solo a sembrare ricca e adeguata alla loro Hollywood… per non parlare del fatto che non c’è molto da vedere.. mi ricordo di aver visto un film dove si diceva che ad LA puoi morire nella metro e il tuo corpo farà il giro della città almeno 2 volte prima che qualcuno ti guardi e se ne accorga…
      triste ma vero.

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