Titolo originale: Easy A
Regista: Will Gluck
Genere: commedia
Anno: 2010
Produzione: USA

Olive Penderghast è una liceale dai capelli rossi e la battuta pronta di una cittadina calda e assolata nella migliore tradizione californiana. Per evitare di passare il weekend in campeggio con la stramba famiglia della sua migliore amica, Rhiannon, inventa un appuntamento con un fantomatico studente del college di nome George (mentre lei era impegnata in quello che potete vedere nella clip in fondo all’articolo).
A causa di un banale equivoco, l’intera scuola viene a sapere che Olive ha perso la verginità in una folle notte d’amore: da un giorno all’altro, tutte le attenzioni sono per lei, che inizialmente ne è stupita e lusingata. Ma, ingenuamente, non fa bene i conti con l’improvvisa popolarità e, per aiutare il suo amico Brandon appena dichiaratosi gay e vittima dei soliti bulli, finge di fare sesso con lui durante un party, diventando ufficialmente la “new school slut“, ovvero la nuova sgualdrina della scuola (sembra che ogni scuola debba averne una, vera o presunta).
Gli Stati Uniti non smettono di sorprendermi in fatto di film tratti da famose opere classiche: in questa commedia degli errori, ispirata al celebre romanzo “La lettera scarlatta” di Nathaniel Hawthorn, la protagonista decide di impossessarsi consapevolmente di un simbolo, quale la A rossa stampata sul petto, come provocazione legittima a un mondo schematico che la vuole o invisibile o sgualdrina.
Nonostante la struttura collaudata, la commedia è molto piacevole, merito degli attori (impagabili Patricia Clarkson e Stanley Tucci nei panni dei genitori) e, soprattutto, grazie a Emma Stone, divertente, sarcastica, intelligente e teneramente romantica nei panni di Olive.
E’ interessante la riflessione sul tema della popolarità, tanto importante nel mondo liceale, soprattutto americano, legata al rapporto con la sessualità. In un mondo in cui quello che importa è ciò che gli altri dicono di te, non conta il fare qualcosa veramente quanto il fingere di averlo fatto. Decine di nerd grassocci e balbettanti faranno la fila per “ingaggiare” Olive come “finta” amante: non si vende più la verginità, si vende la reputazione, che è molto più importante. E, ovviamente, una “che va con tutti” ha una popolarità sbagliata e controproducente perché si scontra con il muro di perbenismo e puritanesimo ancora vivissimo nella società degli eccessi che è quella americana.
Sotto il velo da commedia liceale che vuole far divertire con stereotipi ed equivoci, il film mostra anche un altro modo di vivere, rappresentato dalla famiglia di Olive, disinibita, allegra e “easy” , contro il gruppo di religiosi bigotti a scuola. Una vita più rilassata, dove non è necessario che tutti sappiano tutto, dove si può ancora avere l’intimità di un rapporto umano sincero e si possono coltivare i sogni romantici di bambina amante dei film anni ’80.

«Cosa è successo alla cavalleria? Esiste solo nei film degli anni 80? Voglio John Cusack con uno stereo fuori dalla mia finestra. Voglio andare via su un tosaerba con Patrick Dempsey. Voglio Jake da ‘Un compleanno da ricordare’ che mi aspetta fuori dalla chiesa. Voglio Judd Nelson che alza il pugno al cielo perché sa di avermi conquistata. Solo per una volta vorrei che la mia vita fosse come un film anni 80, preferibilmente uno con un fantastico numero musicale senza apparente ragione. Ma no, no, John Hughes non ha diretto la mia vita.»

Solo un consiglio, guardate il film in lingua originale, perché Emma Stone che parla con la voce da maschiaccio è imperdibile.
Per concludere, vi lascio con la scena che preferisco.

Link utili:
Easy A – Sito ufficiale

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