miso journal sabrina misoE’ quella mattina in cui ti svegli e corri a cercare un pezzo di carta dove appuntare la scena che hai appena sognato prima che i rumori del mondo la cancellino definitivamente.
E’ quella scintilla che ti attraversa la mente nei momenti più improbabili, mentre sei in sella a una moto o chiuso in macchina invaso dalle chiacchiere, e ti costringe a ripetere mentalmente, fino all’arrivo, le parole di quella frase perfetta che finalmente sei riuscito a creare.
E’ la risposta alla domanda che in molti mi fanno sempre più spesso: “Ma quindi… com’è che hai scritto un libro?“.

Semplicemente, sono cose da scrittori, dico io. La butto sul ridere, non ha molta importanza in fondo, è solo qualcosa che sento, da sempre. Non c’è stato un momento in cui ho deciso razionalmente, anzi. E’ sempre stata una “cosa da me“.

Sono una che scrive storie, perché ho sempre trovato più facile esprimere quello che sento sulla carta (e ora sullo schermo di un pc) piuttosto che a parole. Le parole si confondono, si dimenticano o nella mente si modificano. La scrittura ci ricorda il passato e ci aiuta a capire il futuro.

Ultimamente, dopo la pubblicazione de La Solitudine degli Dei, ho notato che in tanti mi chiedono consigli, e mi viene da ridere perché non so che rispondere. Mi chiedono come si inizia una storia, come ti viene la voglia di metterti seduto a battere al computer parole su parole, perché lo fai, perché ti piace.

Allora, parliamone insieme di queste cose da scrittori, di questa voglia di spargere parole per esprimere pensieri che dalla mia mente vogliono uscire rumorosi, vogliono colpire qualcuno, anche solo una persona, e immettere il dubbio e la voglia di mettersi a pensare. Andrà bene anche se solo una persona si sentirà toccata dalle storie che scrivo.

miso journal sabrina misoAlla prossima puntata… se ci sono altri storyteller in ascolto, scrivete anche le vostre cose da scrittori!

7 Comments
  • Marcello

    Scrivere… lo faccio tanto, non sempre lo faccio bene… a livello di editing. Quando le idee arrivano la forma non ha tempo di uscire, altrimenti si blocca il flusso, quel fiume di idee che non possono aspettare, che sono state lì ferme a lungo a ribollire o a volte non si sono fatte sentire per niente, ma sapevo che erano lì, bloccate che mi guardavano e che pensavano se ero degno della loro visita, della loro attenzione. Mi piacerebbe essere più bravo, mi piacerebbe saper mettere i punti e le virgole sempre al posto giusto, mi piacerebbe avere sempre la forma più moderna e corretta, ma la trovo più una cosa da “lettore”… da esperto, da giudice. Io lascio solo scorrere il flusso, cerco di indirizzarlo… certo, cerco di dare una forma, di selezionare, di studiare, di porre attenzione a quello che le idee vogliono dirmi, ma le idee sono difficili da imbrigliare, da costringere e, come in un rapporto di coppia, ci si porta un po’ a spasso insieme, si impara gli uni dagli altri e non si sta troppo attenti a quel che dice la gente.

  • Pingback: Cose da scrittori: ispirazione visiva | Miso Journal()

  • passavo qui per caso, mi ci ha portato riccardo esposito, patron di mysocialweb, il mio ispiratore per eccellenza del mio blog. …un blog infermieristico, ….tu dirai che ci fa un infermiere nei pressi del mio blog, …..io ti rispondo che è la forza di Riccardo esperto in comunicazione che mi ha spinto in questo bellissimo mondo.
    Ma ora vengo a te……quando ho raccontato che anche io scrivevo post per un blog…. la prima domanda è stata …cosa ci guadagni?…… perché lo fai?…non ho risposte.. come te….mi piace scrivere …certo non libri…non ho la fantasia…ma voglio condividere con le persone che si occupano del mio lavoro…..delle cose che studio……sabrina …non sto dicendo niente…forse…ma Riccardo mi ha trasmesso il piacere di scrivere per gli altri… a te auguro buon lavoro

  • My opinion: la prima cosa da scrittore è conoscere le cose da lettori… sapere cosa vuol dire essere catturati da un libro, un racconto, un romanzo e non riuscire a lasciarlo andare. Sapere cosa significa quella sensazione di smarrimento quando finisci qualcosa che ha lasciato il segno, e che vorresti continuasse e continuasse ancora.
    Se sai le cose da lettore, allora sai anche che cosa vuoi trasmettere come scrittore. 🙂

    • Giusta osservazione!
      In effetti, sono molto autocritica riguardo quelle che scrivo, perché essendo un’avida lettrice quando rileggo le mie storie mi aspetto di sentire quel “qualcosa” che mi faccia emozionare!

      Le “cose da scrittori” sono più “personali” secondo me: ogni storyteller ha il suo modo di relazionarsi alla pagina bianca.

      Voglio solo condividere con voi il mio personalissimo parere…

  • Bellissimo post!
    Ho iniziato a scrivere tante di quelle volte che ormai ho perso il conto.
    Lui è sempre lì in agguato… il blocco dello scrittore… >_<

    • Eh, purtroppo lo conosco bene… e la voglia di iniziare sempre una nuova storia senza riuscire a concludere quella precedente!
      Grazie per il commento, aspetta i prossimi episodi 🙂