Cose da scrittori: ispirazione visiva

Scrivere corrisponde a riportare in parole sensazioni immaginate da personaggi che sentono, vedono, annusano, si muovono in un mondo denso di suoni, odori e immagini eppur tuttavia non reale.
E forse è proprio una delle più grandi difficoltà, riuscire a descrivere tutto questo non solo in modo non banale ma anche coinvolgente, per rendere vero ciò che è solo una fantasia nella mente.

Recentemente ho sviluppato una vera passione per la fotografia, un’arte che cattura l’attimo rendendolo eterno e sempre visibile, interrompendo il flusso degli eventi e permettendo di osservare un paesaggio, un ritratto, una cosa, fino a che non si scorge davvero la bellezza che è ovunque ma ben nascosta sullo sfondo.

Per chi cerca l’ispirazione non è strano rimanere incantato davanti a immagini che sembrano esse stesse voler raccontare qualcosa, come se richiamassero l’attenzione proprio per essere inserite in una storia.
Le immagini seguenti sono “la mia ispirazione” per La Solitudine Degli Dei: chi ha letto il libro riconoscerà sicuramente i luoghi e i personaggi del romanzo. Ho scelto qualche citazione dal libro, per incuriosire chi ancora non lo avesse letto. 😉

Qui potete leggere il primo post della serie dedicata alla scrittura: Cose da scrittori

~~~~~~~~~

«I suoi occhi erano abituati al buio sterile della notte, e si muoveva sicuro, sfiorando appena i tronchi degli alberi nascosti nell’oscurità.
Quel luogo offriva una buona protezione, ma non sarebbe bastata.
Ogni giorno bastava sempre meno.»
La Solitudine degli Dei – Cap. 1


«Erano stati vanesi ed egoisti, persino Cam.
Ma ora tutto ciò non aveva più importanza perché non era rimasto niente, tranne loro, tranne gli Dèi Bianchi che avanzavano sulla terra in cerca di qualcosa che non esisteva più.»

La Solitudine degli Dei – Cap. 1

«Non avevano imparato nulla dai loro errori,
se non a portare la crudeltà a un nuovo livello di brutale raffinatezza.»
La Solitudine degli Dei – Cap. 2


«Si chiese come potesse essere la morte per qualcuno che non era più vivo.

“Io sono già morto”, pensò, tristemente.
Dunque, qualcosa oltre la morte sarebbe dovuto accadere.»
La Solitudine degli Dei – Cap. 3


«E poi, la cosa più importante: lei era una Testarossa.
Un nome dal sapore antico, che richiamava alla memoria leggende di epoche passate,
in cui ancora gli uomini sembravano dominare sul mondo.
Erano gli unici sopravvissuti dai capelli di fuoco, abitanti delle fredde terre del nord, le cui storie si tramandavano fin nelle Terre di Norman.»

La Solitudine degli Dei – Cap. 5

«La notte scorreva lenta nel mondo chiuso degli ultimi Dèi.
L’ultima notte del mondo.
»
La Solitudine degli Dei – Cap. 7

(Tutte le immagini sono prese da Flickr. Cliccate sull’immagine per vedere l’originale.)

3 Comments
  • Grazie! 🙂

  • Ottima idea questo articolo! Ne sono stato molto ispirato, probabilmente lo farò anch’io per la mia opera! 🙂

  • paolaokaasan

    Bellissime foto!