11/9: che rumore fa una vita che si spezza?

E che rumore fanno migliaia di vite spezzate nello stesso istante?
Forse il boato terribile di un’esplosione in mezzo al cielo, dove non sarebbe dovuto esserci altro che l’azzurro limpido di una mattina di settembre.
O forse il rombo assordante che dilaga in una marea di polvere quando centinaia di metri di grattacieli e tonnellate di acciaio e vetro vengono giù in un modo impossibile, che sconfigge ogni senso logico negli occhi sgranati di chi, impotente, non può fare altro che guardare.
Quel giorno accadde qualcosa che non dovrebbe mai accadere.
Qualcosa di profondamente assurdo, inquietante, ridicolo e tragico si abbattè con forza mostruosa su migliaia di persone ignare e innocenti, accomunando differenze che sarebbero parse inconciliabili fino a qualche momento prima, rendendo tutti uguali di fronte a una morte tanto improvvisa e lacerante.
Scatenando reazioni diverse, di forza o di rassegnazione, in chi quella mattina aveva semplicemente sbagliato luogo e tempo. E’ l’unica colpa delle migliaia di persone che da quel giorno non ci sono più. Una colpa ingenua e fatale.
C’era chi stava tornando a casa, quella mattina di un giorno qualsiasi di settembre, e non vedeva l’ora di essere in volo per ritrovare la sua famiglia. C’era chi stava partendo per trovare nuove strade da percorrere nella città dei sogni. C’era chi stava salendo in ascensore diretto in ufficio, immerso nel pensiero delle prossime scadenze da rispettare.
C’era chi stava lavorando con impegno nel “ristorante sul cielo“, orgoglioso perchè aveva fatto quel passo che tanti come lui non erano riusciti a compiere. Viveva ancora una vita da clandestino ma era arrivato in America, ogni giorno vedeva la Statua della Libertà, poteva combattere per conquistare il suo “American Dream“. Oggi di lui rimane solo un filmino in cui mostra il ristorante e la vista sulla città, spedito alla famiglia pochi giorni prima dell’attacco, come unica prova tangibile che dimostri la sua presenza nelle Torri e come anche lui sia una delle vittime inconsapevoli di quel giorno.
Ma i tanti altri che vivevano all’ombra della burocrazia statunitense non sono stati così fortunati, e ancora oggi le famiglie si battono per dimostrare che anche loro erano lì, quella mattina, e che hanno diritto alla dignità di veder riconosciuta la loro morte ufficialmente.

A 10 anni di distanza, quello che rimane è una sensazione di non detto. Troppi dubbi, incoerenze e sinistre coincidenze pesano come un’ombra nera su quanto accaduto al World Trade Center. In occasione di questo decimo anniversario, è stato aperto il 9/11 Memorial, comprendente un museo tributo alle 3.000 vittime degli attentati sia del 2001 che del 1993, e due grandi vasche d’acqua, posizionate dove sorgevano prima le Torri Gemelle. Il design della piazza, in cui sono previsti 400 alberi, trasmette uno spirito di speranza e di ricerca di rinnovamento, ma crea anche uno spazio di contemplazione e raccoglimento per ricordare, separato dalle immagini e dai suoni della metropoli grazie allo scroscio continuo dell’acqua delle fontane.
Ma ci si continua a porre le stesse domande, senza ricevere risposte concrete.

10 anni sono passati. 10 interi, lunghi anni. Uno dopo l’altro. Senza fermarsi per permettere di piangere la perdita. Perchè la vita continua a scorrere, perchè un paese, inteso come comunità di persone, deve andare avanti, affrontare altri problemi, trovare nuove soluzioni. 10 anni in cui il governo americano si trascina pesantemente dietro i relitti di una guerra infinita, che continua a provocare morti da entrambe le parti in un crescendo di dolore fisico e mentale.
10 anni passati anche velocemente, dipende dai punti di vista. Ma soprattutto 10 anni in cui le vere domande che un pò tutti ci siamo posti non hanno mai trovato risposta.
Non voglio certo mettermi a elencare tutti gli aspetti “strani” di questo attentato, che è riuscito a colpire l’America in un punto focale per la sua cultura, che è penetrato nella Grande Mela andando ad abbattere il simbolo della sua economia. Però ammetto che di stranezze ce ne sono fin troppe, come fin troppe sono le incoerenze della “versione ufficiale” fornita dal governo su quanto accaduto.

Se siete interessati a leggere tutto, a fine articolo trovate dei link molto interessanti, che mi hanno dato davvero tanto su cui riflettere e in cui ho trovato fin troppi particolari su cui purtroppo concordo.

In fondo, però, il punto è che qualsiasi cosa sia successa, chiunque ci sia dietro tutto questo, non cambia il fatto che avvenimenti del genere non dovrebbero mai nemmeno essere pensati.
Non esiste alcun motivo, sia esso politico, religioso, strategico, niente può giustificare il sacrificio della vita di migliaia di persone.
Qualunque motivazione, paragonata all’importanza e all’unicità di ogni vita umana, diventa stupidamente ridicola.
Come spiegare a un bambino che suo padre se ne è andato ancora prima che riuscisse a vederlo nascere, che è semplicemente sparito in quella nuvola di fumo nero e grigio, inghiottito dal nulla, solo perchè si trovava al suo posto di lavoro una mattina sbagliata?
Come possono dei genitori sostenere l’angoscia di essere sopravissuti ai propri figli, la cui unica colpa è quella di aver voluto compiere il loro dovere di vigile del fuoco e di poliziotto, una mattina in cui due grattacieli che non sarebbero mai dovuti cadere sono collassati su loro stessi?
Come dire a una madre che suo figlio non tornerà più a casa, e che l’uomo che cade, perfettamente parallelo a una torre, in quella foto ormai celebre, è proprio lui? Che ha preferito scegliere di morire gettandosi nel vuoto, piuttosto che bruciare in quell’inferno di calore e fiamme scatenatosi dove fino a un attimo prima stava lavorando così duramente per vivere il suo sogno?
Semplicemente non si può.
E non si dovrebbe nemmeno dover porre la domanda.

Link in lingua italiana:
FAQ sui crolli delle torri
11 settembre: le teorie del complotto
undicisettembre
11 settembre 2001 – immagini eloquenti

Link in lingua inglese:
Loose Change 9/11

The 9/11 Truth Movement

Patriots Questions 9/11

What Actually Happened on 9/11?