the words don’t fit the picture [bye 2014, hi 2015]

“The words don’t fit the picture”
Ron Terada, Vancouver Public Library

Questa frase riassume forse questo post di fine anno. Ci ho pensato tanto a cosa scrivere, come scriverlo. C’è il fatto che vorrei scrivere, ma è come se le parole fossero troppe e si ammucchiassero in quel punto tra la mente e le dita, finendo col rimanere bloccate lí.

Forse per questo ultimamente mi limito a scattare foto (e girare video) ma non scrivo, ché le parole non stanno nell’immagine, sono troppe, non ci entrano, e io non riesco a trovare il tempo (e voglia) per rimetterle in ordine (sí, ho il blocco dello scrittore!).

Forse anche perché sto cercando di capire il limite tra cosa condividere e cosa conservare per me, in quel quaderno verde nel cassetto, che grazie all’internet ho conosciuto tante persone meravigliose ma è anche pieno di creeps (e no, se avessi figli le loro foto online non le metterei mai!).

dec 25 2014
Questa foto (scattata in uno dei miei posti preferiti a Vancouver) puó dunque riassumere il 2014, un anno che adesso sembra essere andato via veloce ma che, rileggendo vecchi post e gli status sulla pagina Facebook (ecco questa è una delle cose davvero utili di avere un blog/social channel), è stato vissuto, intenso, fatto di grandi eventi non programmati (come la laser eye surgery), attese interminabili (per il nuovo visto), viaggi (anche questi abbastanza improvvissati) e progetti iniziati o portati a termine (come il lavoro di Coordinator Volunteer della Walk for Farm Animals).

Un anno che avevo giá riassunto a settembre (QUI), per il primo anniversario canadese, e non è che in tre mesi siano successe molte altre cose.
Ma adesso è come se gli orologi (il mio e quello reale) si fossero allineati, e cosí è davvero iniziato un nuovo anno… Auguri!

travel2014
Viaggi del 2014: Seattle, Columbia River (vicino Portland), Roma

Volendo fare un classico post di Capodanno, potrei riflettere sull’anno trascorso e fare propositi per quello nuovo. Cosa che ho giá fatto dentro di me, ché l’overthinking è una delle mie specialitá e la fine dell’anno è il momento perfetto per una bella (auto)valutazione personale.

Dunque, il 2014 è stato l’anno delle prime volte (continuando il trend iniziato nel 2013): iniziando con la prima passeggiata lungo il Seawall, poi il primo viaggio negli USA (a Seattle e a Portland), la prima volta che ho visto David Suzuki dal vivo, la prima carta di credito, il primo lavoro a contatto con il pubblico, il primo trasloco nel nostro primo vero appartamento, la prima primavera e poi la prima estate a Vancouver (le stagioni in cui la cittá risplende!)…

summer2014

(Estate 2014: vista dal Seawall, Stanley Park, Sunset Beach)

In quest’anno ho parlato probabilmente con piú persone (nuove/sconosciute) che in tutti gli anni precedenti messi assieme. Nel 2014 mi sono “canadesizzata” (e non solo perché porto spessissimo leggins e camicie di flanella), ho scoperto di essere cambiata (in meglio) e di amare gli spazi aperti, e ho adottato una filosofia tra mindfulness e mono no aware, per vivere in modo consapevole ogni giorno e trovare qualcosa di nuovo e bello (anche nella routine) da apprezzare (argomento per un prossimo post da approfondire).

Nel 2014, dopo esattamente un anno, siamo tornati per un breve viaggio a Roma e ho capito che, no, in Italia non ci possiamo vogliamo tornare. Che è triste ma vero: nonostante a volte la nostalgia arrivi, ci siamo sentiti fuori luogo nella cittá in cui siamo nati.
Anche se in Canada siamo stranieri in terra di stranieri, anche se non possiamo parlare la nostra lingua madre (che è una scocciatura per le difficoltá che ne conseguono ma è qualcosa che migliora giorno dopo giorno), anche se dovró aspettare/studiare/tenere duro per ottenere il lavoro che voglio, insomma anche se non è facile (ma non è facile da nessuna parte), vogliamo vivere a Vancouver, la città che abbiamo scelto, noi due.

may 2014

È una vita diversa da quella che avevamo nel 2013, una vita che stiamo vivendo attivamente (come mai avremmo potuto a Roma), ed è forse la cosa che piú ho amato quest’anno, e che ameró nel 2015 (e cosí via).
Essere giovani adulti che davvero possono comportarsi come tali, saper bilanciare i nostri doveri e quello che amiamo, avere un appartamento di cui occuparsi, lavorare, uscire con gli amici, avere luoghi da vedere, persone da conoscere, cose da imparare, voglia di andare fuori quando c’è il sole e mi prende quell’urgenza di muovermi e vivere la vita ora, perchè è troppo bello per stare chiusi in casa.
E allora esco, cammino, sorrido e scatto foto, prendo appunti per storie che vorrei scrivere e che forse poi scriveró, quando ci sará una giornata di pioggia, perché adesso amo troppo vivere all’aperto

dec 31 2014

31 dicembre 2014: New Year’s Eve ->
a passeggio sulla spiaggia di English Bay, e a cena a due in un ristorante vegetariano di quelli dove i camerieri ci spiegavano ogni portata

Propositi del 2015?
Ho scritto la mia lista il primo giorno dell’anno e si concentra principalmente su due progetti creativi personali (e sull’essere meno distratta da film e serie TV), su “I wanna go places and see people” (thanks F. Scott Fitzgerald), sull’organizzare un viaggio di quelli che sogno da anni, su un paio di obiettivi importanti a cui devo lavorare parecchio, sul dedicarmi di piú al blog, sul lifelong learning, e sul migliorare (in ogni aspetto se possibile, per me e per gli altri).

Happy 2015!

sabrina miso 2014

Tutti i post del 2014: www.sabrinamiso.com/2014

2 Comments
  • sognoaustraliano.wordpress.com

    Abbiamo calpestato la stessa Roma, prima di partire (ho visto il video!) e… siamo giunte alle stesse conclusioni: non si puo’ tornare indietro.
    Buon anno Sabrina!

    Trentazero

  • federchicca

    Sono in Giappone, ho cercato la parola “miso” è dato eh ti seguo si google plus, google mi ha consigliato questo post. Non c’entra nulla con la mia ricerca attuale, ma il titolo mi ha incuriosito e ho letto. Grazie per questa riflessione, leggo la tua storia e sogno 🙂 ognuno è padrone del proprip destino 🙂